martedì 18 gennaio 2011
Siamo il Paese di De Gasperi, di Moro, di Ciampi...
Che importa sapere se Berlusconi ha commesso reati? Se la veda in tribunale coi suoi avvocati... La questione è un'altra ed è di una sconvolgente semplicità: in quale Paese democratico del mondo sarebbe tollerato un Capo del Governo di 74 anni, sposato e divorziato due volte, padre di 5 figli, che trascorre le sue serate organizzando festini con ragazzine che hanno come minimo 50 anni meno di lui, tra balli erotici stile anni '70 e prostitute retribuite in vario modo? Già non avrebbero tollerato a Capo del Governo l'uomo più ricco del Paese, nè il proprietario di tutte le TV private e di molti giornali, nè il corruttore di giudici e testimoni, nè il simpaticone che racconta barzellette blasfeme e misogene, ecc...
martedì 11 gennaio 2011
Mozione del direttivo di Alleanza per l'Italia
1. Conferma del giudizio fortemente critico sulla proposta di federalismo fiscale municipale, il cui testo aggrava, anziché alleggerire, le valutazioni negative già espresse da ApI: in tempi di seria crisi economica questa manovra non annuncia una maggiore efficienza, ma un peggioramento delle condizioni generali del Paese. Solo una sua profonda, radicale modificazione nel merito può indurci a modificare il voto negativo.
2. Le mozioni di sfiducia individuale a Ministri in carica non possono rispondere a motivazioni pretestuose (come avvenuto nel caso della sfiducia a Calderoli), né ad iniziative politiche tanto strumentali da produrre l’effetto opposto, di compattare la maggioranza. Nel caso della sfiducia a Bondi, si tratta invece di una misura pienamente giustificata dal bilancio disastroso di questi due anni e mezzo di governo della cultura, e dalla indisponibilità del Ministro a mettere in causa il proprio ruolo politico per per forzare l’ostilità del Ministro Tremonti ed ottenere le risorse assolutamente indispensabili a garantire il livello minimo della tutela del patrimonio e la riforma e la continuità dello svolgimento delle attività culturali. E’ il caso dunque che la nostra coalizione predisponga un’autonoma e motivata mozione di sfiducia.
3. Ricerca della più ampia convergenza su un testo unitario di mozione parlamentare a tutela del diritto umano fondamentale della libertà religiosa, e per contrastare le persecuzioni verso i cristiani nel mondo.
4. Il nuovo Polo deve caratterizzarsi per proposte di riforme coraggiose per la crescita economica e dell’occupazione; occorre rispettare l’autonomia delle decisioni delle parti sociali sulla questione FIAT Mirafiori, sottolineando però l’insostenibilità di una difesa dello status quo che rischia di allontanare ulteriormente la capacità del nostro paese di attrarre investimenti produttivi; occorre incalzare il governo perché si sta aggravando la crisi del Nord, che coinvolge specialmente i settori delle piccole imprese e dei ceti professionali; a concentrarsi sulle politiche industriali e per il lavoro, e specialmente per una strategia di medio termine per la crescita delle opportunità di occupazione giovanile; occorre anche smascherare l’inconsistenza del cosiddetto “piano sud” del Governo.
5. I temi eticamente sensibili richiedono l’impegno del Legislatore e meritano una larga convergenza in Parlamento; si deve lasciare a ogni parlamentare la prerogativa di esprimersi secondo i propri convincimenti; il nuovo Polo può e deve divenire il luogo politico di una sintesi avanzata delle proposte in campo. Non si può consentire al Governo di utilizzare la cosiddetta “agenda bioetica” per distrarre l’attenzione dalla completa, gravissima non-attuazione degli impegni che esso ha preso per le famiglie italiane.
Il Comitato Direttivo di ApI esprime soddisfazione ed apprezzamento per la decisione di convocare nelle prossime settimane il Coordinamento dei parlamentari di UDC, FLI, ApI, MpA e delle forze liberaldemocratiche, moderate e riformiste che intendono dar vita al nuovo Polo; sottolinea l’importanza dell’avvio del lavoro comune in vista delle prossime elezioni amministrative e per elaborare la proposta di una strategia per la crescita economica e l’occupazione; suggerisce l’insediamento di un qualificato gruppo – aperto anche all’apporto di personalità esterne – per contribuire a proporre le parole comuni, a definire i messaggi politici e culturali e le selezionate priorità programmatiche che dovranno caratterizzare il nuovo Polo.
venerdì 7 gennaio 2011
Iovine; «L’Ue sappia accogliere il richiamo di Bagnasco»
| Venerdì 07 Gennaio 2011 17:34 | |
| «Le parole del Cardinale Angelo Bagnasco siano da sprone alle Istituzioni comunitarie affinché si agisca con maggiore incisività, attraverso azioni concrete, riguardo il tema della libertà religiosa». Lo afferma il Capo Delegazione di Alleanza per l’Italia al Parlamento europeo On. Vincenzo Iovine. «E’ necessario – prosegue l’eurodeputato - andare al di là delle formali condanne verbali, l’Europa deve essere, in assoluta coerenza con i principi sui quali è fondata, forza promotrice del dialogo tra le confessioni e, al contempo, garante del diritto alla libertà religiosa che, come ricordato dal Presidente della C.e.i. nella sua omelia, va osservato ovunque senza eccezioni. In qualità di capo delegazione di ApI, assicuro, sin da subito, un forte impegno in sede comunitaria a supporto del diritto alla libertà religiosa». |
| Partecipa anche tu |
| Lunedì 03 Gennaio 2011 10:09 | |
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Partecipa alla campagna di comunicazione nazionale del nuovo simbolo
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giovedì 6 gennaio 2011
Alleanza per l'Italia Piemonte |
Comitato Promotore Regionale Gianni Vernetti - coordinatore regionale Marco Calgaro - portavoce regionale Edgardo Canuto - coordinatore della segreteria regionale Coordinatori Provinciali:
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Proposte per il nuovo Anno. 3. Riscoprire l'enorme, concreto interesse dell'Italia per l'Europa
pubblicata da Francesco Rutelli il giorno lunedì 3 gennaio 2011 alle ore 17.18
L'Europa
è in crisi economica e di identità. Non conta più nulla. E' un peso,
anziché un'opportunità. La sua burocrazia peggiora di giorno in giorno.
Non c'è leadership, di fronte all'ascesa dell'Oriente, che è l'unico
interlocutore degli Stati Uniti. Anche l'Euro rischia di tracollare.
L'UE non è in grado di proporre una sola idea coinvolgente ai suoi 500
milioni di cittadini.
Questo è il sentimento sempre più diffuso tra gli europei. Per chi, come me, è nato alla politica sotto il segno dell'ideale europeista di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, e di Alcide De Gasperi, non può esserci rassegnazione: l'Europa ha vinto tutti i traguardi del XX secolo; la pace dopo la carneficina fratricida; la democrazia dopo le dittature comuniste e gli autoritarismi fascisti; il benessere dopo le rovine della II Guerra; istituzioni liberali in un'economia sociale di mercato.
Il XXI secolo sembra però smentire le profezie di Monnet e Delors, secondo cui l'Europa sa crescere attraverso le sue crisi. Al contrario: le istituzioni che per prime avevano dato un modello e una risposta positiva all'incipiente globalizzazione stanno finendo nell'irrilevanza nel mondo globale (dalla crisi finanziaria, alla crisi di crescita economica, al fiasco del negoziato su ambiente e clima...).
Io penso invece che proprio l'Italia ritrovi oggi, nella propria crisi nazionale, tutte le migliori ragioni per puntare sulla ripresa europea.
Ci servirà di nuovo - come per gli accordi di Maastricht, e per l'ingresso nella moneta comune, senza di cui oggi saremmo alla bancarotta - un potente vincolo esterno europeo.
Ben venga, dunque, 1) la responsabilizzazione graduale in sede UE per l'abbattimento del nostro debito pubblico. Se non sapessimo farlo, potremmo comunque essere attaccati come anello debole nel giro di qualche tempo da una speculazione finanziaria desiderosa di scommettere e guadagnare sulla fragilità e instabilità di un paese sovrano (Grecia), o del settore finanziario (Irlanda), sino al prossimo paese a rischio.
Condivido dunque il tentativo - pur fiacco - di Tremonti per 2) l'istituzione di Eurobond (senza maggiore governo economico, la moneta non potrà bastare, e la crisi dell'occupazione e la modestia della crescita sranno un dramma); così come ho condiviso l'idea dei federalisti per 3) titoli europei capaci di finanziare investimenti per ricerca, modernizzazione e infrastrutturazione del Continente. E rilancio l'idea decisiva di 4) Forze Armate europee, per ottimizzare le risorse e proiettare una politica estera adeguata alle nuove sfide (mentre le intese recenti franco-britanniche sono un potente ritorno ai passati nazionali, e la debolezza della Baronessa Ashton lascia astonished). Ripropongo l'idea di 5) una Comunità Europea per l'Energia, rivolta all'autosufficienza energetica, per ridurre le bollette -destinate a crescere in modo sostenuto - e assicurare gli approvvigionamenti nei prossimi decenni.
Ho un'ultima proposta per i giovani europeisti di oggi: mettiamo in soffitta i semestri di Presidenza dell'Unione. Oggi tocca all'Ungheria (che non fa parte dell'euro e non ha propriamente un'allure pro-europea); a seguire, a Stati che non saranno in grado, per quanto ardentemente lo desiderino, di guidare l'Unione di fronte ai Grandi della Terra (Polonia, poi Danimarca, Cipro, Irlanda, Lituania, Grecia). Abbiamo riformato le istituzioni? C'è un Presidente dell'Unione, e un Ministro degli Esteri? Bene, anzi, benino. Ora, lasciamo alla Presidenza di turno un compito sostanzialmente cerimoniale, garantiamo a Commissione e Parlamento i poteri che ad essi spettano. Da qui a poco, emergeranno in Europa i veri leader capaci di guidarla nelle tempeste del mondo. E gli europei ritroveranno il valore di sentirsi, ed essere, europei nel XXI secolo.
Questo è il sentimento sempre più diffuso tra gli europei. Per chi, come me, è nato alla politica sotto il segno dell'ideale europeista di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, e di Alcide De Gasperi, non può esserci rassegnazione: l'Europa ha vinto tutti i traguardi del XX secolo; la pace dopo la carneficina fratricida; la democrazia dopo le dittature comuniste e gli autoritarismi fascisti; il benessere dopo le rovine della II Guerra; istituzioni liberali in un'economia sociale di mercato.
Il XXI secolo sembra però smentire le profezie di Monnet e Delors, secondo cui l'Europa sa crescere attraverso le sue crisi. Al contrario: le istituzioni che per prime avevano dato un modello e una risposta positiva all'incipiente globalizzazione stanno finendo nell'irrilevanza nel mondo globale (dalla crisi finanziaria, alla crisi di crescita economica, al fiasco del negoziato su ambiente e clima...).
Io penso invece che proprio l'Italia ritrovi oggi, nella propria crisi nazionale, tutte le migliori ragioni per puntare sulla ripresa europea.
Ci servirà di nuovo - come per gli accordi di Maastricht, e per l'ingresso nella moneta comune, senza di cui oggi saremmo alla bancarotta - un potente vincolo esterno europeo.
Ben venga, dunque, 1) la responsabilizzazione graduale in sede UE per l'abbattimento del nostro debito pubblico. Se non sapessimo farlo, potremmo comunque essere attaccati come anello debole nel giro di qualche tempo da una speculazione finanziaria desiderosa di scommettere e guadagnare sulla fragilità e instabilità di un paese sovrano (Grecia), o del settore finanziario (Irlanda), sino al prossimo paese a rischio.
Condivido dunque il tentativo - pur fiacco - di Tremonti per 2) l'istituzione di Eurobond (senza maggiore governo economico, la moneta non potrà bastare, e la crisi dell'occupazione e la modestia della crescita sranno un dramma); così come ho condiviso l'idea dei federalisti per 3) titoli europei capaci di finanziare investimenti per ricerca, modernizzazione e infrastrutturazione del Continente. E rilancio l'idea decisiva di 4) Forze Armate europee, per ottimizzare le risorse e proiettare una politica estera adeguata alle nuove sfide (mentre le intese recenti franco-britanniche sono un potente ritorno ai passati nazionali, e la debolezza della Baronessa Ashton lascia astonished). Ripropongo l'idea di 5) una Comunità Europea per l'Energia, rivolta all'autosufficienza energetica, per ridurre le bollette -destinate a crescere in modo sostenuto - e assicurare gli approvvigionamenti nei prossimi decenni.
Ho un'ultima proposta per i giovani europeisti di oggi: mettiamo in soffitta i semestri di Presidenza dell'Unione. Oggi tocca all'Ungheria (che non fa parte dell'euro e non ha propriamente un'allure pro-europea); a seguire, a Stati che non saranno in grado, per quanto ardentemente lo desiderino, di guidare l'Unione di fronte ai Grandi della Terra (Polonia, poi Danimarca, Cipro, Irlanda, Lituania, Grecia). Abbiamo riformato le istituzioni? C'è un Presidente dell'Unione, e un Ministro degli Esteri? Bene, anzi, benino. Ora, lasciamo alla Presidenza di turno un compito sostanzialmente cerimoniale, garantiamo a Commissione e Parlamento i poteri che ad essi spettano. Da qui a poco, emergeranno in Europa i veri leader capaci di guidarla nelle tempeste del mondo. E gli europei ritroveranno il valore di sentirsi, ed essere, europei nel XXI secolo.
- Antonio Ciontoli 1. La politica e le scelte; 2. La cultura e le proposte concrete; 3: L'Europa la sua centralità ed il ruolo strategico dell'Italia.... Ottimo l'inizio. Bravo Rutelli! Se cominciamo a parlare di temi politici con il linguaggio della gente si apre un'autostrada ...in un deserto di idee, di coraggio e di passioni. Alziamo il tono della sfida... la gente ha bisogno di vedere l'alternativa concreta e possibile ...Buon lavoro!lunedì alle 17.48 · ·
- Stilly BeaverCaro Francesco, tutto benissimo, ma basterebbe dire: il governo e il parlamento italiani non hanno più senso (Forze armate, energia, fiscalità... tutto incluso lo stato italiano attuale) hanno senso solo UN governo ed UN parlamento europei.... Faresti molto prima. Poi si tratterà di far funzionare i governi e i parlamenti regionali, diretti interlocutori dei loro omologhi europei. Il resto deve scomparire perché non serve più. Sarai capace di essere conseguente alle tue intuizioni fino alle estreme conseguenze? Questo è il grande problema, non solo della penisola italica ma di tutte le isole, le penisole e il continente europei.
Capito questo, agito di conseguenza, siamo giunti solo alla partenza dell'impresa.
Altrimenti perderemo ancora e solo tempo con le demagogie dei vecchi e dei giovani, circoli viziosi che faranno definitivamente fallire tutto il sistema mai divenuto e che mai diventerà Europa Unita.
Teniamoci in contatto www.losio.comMostra tuttolunedì alle 18.49 · · - Abdulaziz Weinade AweisSecondo me gia era incorso un grande progetto per illiminare l'europea, spostando tutte l'economia ed il lavoro all'Asia orientale ci sara ancora di peggio, in Europa ce un processo l'uno contro l'altro teatro di Odio di poverta' di razza d...i politico, giovanni contro i vecchie lavoratori contro disocupati piu e piu, ci vole una grande riflessione socio politico, I'europa lavorava per medeaterano ed arabia ora tra di loro ce questione di religione e terrore, il sacchegio della Iraq la offensivo di Iran. bisogna riffletere, perche tutto questo caus. Chi sta godendo questa beneficio, oltre ad allargare east europa ancora con le loro poverta', Lei ha sentito qualcosa di strane. Ora cerca di trova politici che ti assomigliano per allargare questa annomala scacchi ed intrigo internazionale. SONO VELLENATI LA POLITICA EUROPEA.Mostra tuttolunedì alle 18.54 · ·
- Stilly Beaver@Abdulaziz, colgo in pieno il senso del tuo messaggio. Io qualche volta penso che non si siano fatti progressi significativi dall'Europa degli anni trenta del secolo scorso. Stiamo bruciando l'eredità dei padri dell'ìEuropa fioriti dopo la... catastrofe, tutta europea, della seconda guerra mondiale. E stiamo ancora parlando di nazionalismi, di pattriottismo "stupido" come lo definiva Altiero Spinelli, 1941, il pattriottismoi che fu ahimé di Hitler e di Mussolini. Per questo dobbiamo agire subito, con un progetto che non dia adito a gente che si nasconde, a politici che parlano di un'idea di futuro senza veramente sapere che cosa fare, quando farlo, e persinoi perché farlo. Questa è la nostra sitruazione oggi, qui in questa traballantissima Europa! Per questo il mio appello sopra a Rutelli, che sembra una pazzia ai più, è invece già un banale, ovvio, lapalissiano progetto già in drammatico ritardo. Una speranza ancora ci dev'essere, e Francesco Rutelli è un politico che potrebbe capire e prontamente agire, subito, adesso, stasera!Mostra tuttolunedì alle 19.06 · ·
- Attilio Lioi MI PIACEREBBE SCOPRIRE ANCHE UN CONCRETO INTERESSE DELL'EUROPA PER L'ITALIA....lunedì alle 21.16 · ·
- Luciano Nobili proposte (e provocazioni) per giovani europeisti. Sotto a chi tocca! Il nuovo Polo dovrà essere il motore di un nuovo europeismo del XXI secolomartedì alle 1.40 · ·
- Marco Cappa nell'anno dell'entrata dell'Estonia nell'eurozona si sente ancor più forte la necessità di dare seguito alla scommessa di un'unità economica oltre che monetaria a livello comunitario. La generazione erasmus è convintamente in campo!martedì alle 2.27 · ·
1 personaA Sara Napolitano piace questo elemento. ·
- Francesco Giannattasio Caro Francesco l'Europa come si presenta adesso sempra un grande mercato nel quale ogni nazione tenta di fare buoni affari. Sembra che non sappia darsi una dimensione nella quale tutti si riconoscono . Se non si supera l'egoismo e non emergano leader di elevata capacità ( come suggerisci) che sappiano dare linee guide comuni che sappiano vedere oltre il tornaconto dei più forti, saremo sopraffatti da società aggressive . L'aggressione ai Cristiani non è che l'inizio.
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