Ma non elezioni porterebbero allo sfascio»
Via il governo Berlusconi e largo a un nuovo esecutivo del
presidente. È la linea decisa dall'Alleanza per l'Italia nei confronti
dell'attuale governo, dopo la bocciatura del consuntivo di bilancio.
Secondo quanto si apprende, la linea è emersa dall'assemblea nazionale
dei responsabili organizzativi di Api, che si è svolta questo
pomeriggio. E rispecchia anche la posizione emersa dalla riunione dei
senatori del Terzo polo che si è tenuta a Palazzo Madama subito dopo
pranzo.
Il partito di Francesco Rutelli si attesta dunque su una richiesta
decisa di un passo indietro del premier e della nascita di un nuovo
governo di larghe intese. Anche perché si sottolinea come sia
«impossibile minimizzare la bocciatura del consuntivo», che viene
definita «un evento senza precedenti nella storia repubblicana».
L'Alleanza per l'Italia dice no, invece, all'ipotesi di immediate
elezioni anticipate. Andare subito alle urne, è infatti la
considerazione, porterebbe allo «sfascio dell'economia e alla fine del
benessere per gli italiani».
venerdì 14 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
API - Alleanza per l'Italia venerdi 14 ottobre alle ore 20 a Castelceriolo
presso il centro sportivo IL CALCIOTTO organizza una manifestazione a base di
pizza, birra e politica locale. tale manifestazione ha come obiettivo il
radicamento dell'API e del terzo polo nel nostro territorio, anche in futuro
delle elezioni amministrative del prox anno nel comune di Alessandria.. grazie
per la cortese attenzione. cordialmente Gianni Vignuolo

----Messaggio originale----
Da: max.licandro@gmail.com
Data: 12/10/2011 21.15
A: <giannivignuolo@libero.it>
Ogg: volantino b
Ti rinvio il volantino con le modifiche.Ciao.
Buongiorno,

allego alla presente il file della pubblicazione di due lettere relative al
parcheggio bici impossibile al cimitero e all'illuminazione insufficiente al
villaggio Borsalino, pubblicati su La Stampa in data odierna nella rubrica "Non
va" della brava giornalista Silvana Mossano che da anni con i suoi articoli
tiene alta l'attenzione del' opinione pubblica sul grave problema dell'amianto
di Casale Monferrato.
Silvana Mossano ha scritto il libro Malapolvere che a detta di molti vale
la pena di leggere per capire a fondo la tragedia dell'amianto, inoltre
recentemente a pubblicato il romanzo "Il cortile" disponibile in i book.
Auguriamoci che anche in virtù della sua cortese pubblicazione delle due
lettere in oggetto, si riesca a sensibilizzare l'Amministrazione Comunale alfine
di risolvere i problemi segnalati, staremo a vedere.
Cordiali saluti.
Pier Carlo Lava

mercoledì 5 ottobre 2011
LA SCARSA COLLABORAZIONE DEI CONSIGLIERI DEL PD
Intromettersi
negli affari degli altri partiti è sempre antipatico, ma quello che sta
succedendo è davvero paradossale, ma andiamo per ordine.
La giunta Scagni esce sconfitta
dalle elezioni amministrative del 2007, Fabbio, l’attuale sindaco di
Alessandria, vince le elezioni con il 62% dei consensi. Per il centrosinistra è
una Caporetto.
In seguito alla disfatta, il PD,
maggior partito di governo (Scagni), convoca un congresso straordinario che
viene vinto dalle forze più riformiste del partito, mentre la corrente facente
capo a Rita Rossa, Scagni, Mazzoni …viene sconfitta.
Il PD in Alessandria cambia
profilo e finalmente classe dirigente.
Parise e Vignuolo diventano
rispettivamente coordinatore e presidente del circolo PD di Alessandria.
Fin da subito i suddetti
dirigenti hanno coinvolto il Gruppo Consiliare (tutti, tranne uno, al congresso
schierati contro i riformisti). Ma fin da subito il gruppo consiliare si è
mostrato riluttante alla collaborazione.
Quindi al partito non arrivava
nessuna informazione da palazzo rosso.
I nostri eroi (consiglieri) si
guardavano bene dall’informarci; sempre assenti alle riunione di partito e
quando erano presenti solo per boicottare.
Nonostante l’avversione della
vecchia guardia, il PD già nel 2009 denunciava alcune macro anomalie di
bilancio economico e finanziario della giunta Fabbio: spese folli per
manifestazioni equestri (vedi IL PICCOLO dell’epoca), scelte pelose per la
collocazione dell’ospedale, assunzioni nelle partecipate, ecc.
Prova ne è che alcuni di noi sono
stati querelati per le suddette denunce.
E mentre il PD martellava
con manifesti (ALESSANDRIA come CATANIA, OSPEDALE MONEY) e con migliaia di volantini (CRAZY
HORSE) per denunciare la mala politica della giunta Fabbio, la vecchia guardia PD assieme al gruppo
consiliare anziché fare opposizione alla giunta Fabbio faceva opposizione ai
nuovi dirigenti del partito e al contempo lavorava per un nuovo congresso di
partito.
La giunta Fabbio, pertanto, avendo in
consiglio comunale scarso controllo
dalle opposizioni, si è avventurata in pratiche finanziarie poco chiare fino a
quando la Corte
dei Conti ha posto un limite.
Quindi la singolare presa di
posizione di Borioli, arriva con due anni di ritardo rispetto al fenomeno di finanza
creativa adottata dalla Giunta Fabbio.
Anziché elogiare, il suo gruppo
consiliare Borioli farebbe bene a “bacchettarlo” per aver fatto poca
opposizione in consiglio e per non avere sostenuto ed aiutato il gruppo
dirigente PD del 2007 che due anni prima di loro aveva denunciato la mala
gestione della giunta Fabbio.
Questa è quanto accaduto nel PD
negli ultimi anni il resto è storia recente. Anche per questo, non solo, con
molto tristezza ho abbandonato il mio partito, il PD.
Gianni Vignuolo
LA MISERIA DELLA POLITICA ITALIANA di marco corrini
All’inizio degli anni ’70 per noi giovani di allora era di moda essere di
sinistra, ci piaceva l’idea della ribellione sociale e ancor più quella della
libertà sessuale che era bandiera del PCI di quel tempo.
Dall’altra parte la Dc si presentava come la casa degli snob, i figli di papà e perfino quello slogan: “Sono un bianco fiore simbolo d’amore” rievocava scenari ambigui, insomma: a noi duri, con l'eskimo e la barba incolta, sembrava un... Partito di finocchi.
Presi la tessera dei giovani comunisti non ancora 17enne, ma notai quasi subito che c’era qualcosa di strano: a dispetto delle battaglie femministe la dirigenza era tutta in mano ai maschi e l’unica donna era Nilde Jotti che, secondo me, era un travestito e aveva le palle. L’attivismo femminile era formato da donne esaltate che bruciavano i reggi seni in piazza e ti parlavano fumando il sigaro; se la discussione degenerava cercavano di addentarti le parti intime per staccartelo a morsi.
Per un comunista la Russia era la madre patria, il luogo dove tutto aveva inizio, il punto di riferimento della dottrina. La prima volta che mi recai a Mosca fui accolto da un “compagno” che in segno di affetto mi diede 3 baci sulla bocca. Aveva la barba ispida e mi faceva veramente schifo (in verità, mi avrebbe fatto schifo anche con la pelle liscia come il culo di un bambino). Mi dissero che era il loro modo di salutare ma io restai interdetto e cominciai a chiedermi se i finocchi fossero veramente solo i democristiani snob.
Nel resto del soggiorno, compresi che anche la tanto sbandierata libertà sessuale esisteva solo perché le ragazze la davano via per 3 o 4 penne Bic o un paio di calze di nailon, simbolo principe del capitalismo occidentale.
Tornato in Italia stracciai la tessera del Partito e abbandonai definitivamente la politica.
Il tempo passò e verso la fine degli anni ’70 Marco Pannella e Adele Faccio mostrarono al Paese che l’anticonformismo non aveva più la bandiera con la falce ed il martello ma quella Radicale. Le battaglie sociali di Pannella erano veramente coinvolgenti. In quel tempo io ero uno dei pionieri delle Radio Private Italiane e l’iniziativa di una Radio Radicale mi incuriosiva tanto che fui tra gli ascoltatori di alcune delle sue primissime trasmissioni. Ricordo ancora, come fosse oggi che, c’era un disgraziato che faceva un programma dedicato al travestitismo nel quale, con voce decisamente effemminata, disquisiva sul fatto che ciascuno di noi nella vita aveva sicuramente desiderato indossare abiti femminili e probabilmente lo aveva fatto. In particolare, descriveva minuziosamente quelle intime e piacevoli sensazioni che (secondo lui) prova un uomo mentre indossa un paio di velatissimi collant e dava consigli sul modo corretto di provare questa esperienza. L’uomo, si, beh, insomma, “Il conduttore”, passava anche in trasmissione, rigorosamente in diretta, le telefonate che riceveva, la maggior parte delle quali lo mandavano a cagare senza mezzi termini.
Smisi di seguire anche Pannella e maturai la convinzione che la politica non faceva proprio per me.
Dopo lunghi anni di passioni arrivò la Lega con uno slogan finalmente accattivante ed in linea con quello che era il mio pensiero di uomo ormai maturo "Noi ce l'abbiamo duro !!". Ammetto che fui affascinato da quel messaggio semplice, diretto ed intuitivo ma le spinte secessioniste di Bossi mi dissuasero dal prendere parte a quel progetto politico.
Finalmente venne la Seconda Repubblica dove tutto prese ad avere un senso ed il Sistema politico italiano nostrò il suo vero volto: una Sinistra con Vendola e Luxuria passando per i vizietti di Marrazzo e una Destra con Berlusconi e la Brambilla passando in mezzo alle gambe della Minetti.
Grazie di esistere Cavaliere, mi ha fatto riassaporare il gusto della politica.
Marco Corrini
Dall’altra parte la Dc si presentava come la casa degli snob, i figli di papà e perfino quello slogan: “Sono un bianco fiore simbolo d’amore” rievocava scenari ambigui, insomma: a noi duri, con l'eskimo e la barba incolta, sembrava un... Partito di finocchi.
Presi la tessera dei giovani comunisti non ancora 17enne, ma notai quasi subito che c’era qualcosa di strano: a dispetto delle battaglie femministe la dirigenza era tutta in mano ai maschi e l’unica donna era Nilde Jotti che, secondo me, era un travestito e aveva le palle. L’attivismo femminile era formato da donne esaltate che bruciavano i reggi seni in piazza e ti parlavano fumando il sigaro; se la discussione degenerava cercavano di addentarti le parti intime per staccartelo a morsi.
Per un comunista la Russia era la madre patria, il luogo dove tutto aveva inizio, il punto di riferimento della dottrina. La prima volta che mi recai a Mosca fui accolto da un “compagno” che in segno di affetto mi diede 3 baci sulla bocca. Aveva la barba ispida e mi faceva veramente schifo (in verità, mi avrebbe fatto schifo anche con la pelle liscia come il culo di un bambino). Mi dissero che era il loro modo di salutare ma io restai interdetto e cominciai a chiedermi se i finocchi fossero veramente solo i democristiani snob.
Nel resto del soggiorno, compresi che anche la tanto sbandierata libertà sessuale esisteva solo perché le ragazze la davano via per 3 o 4 penne Bic o un paio di calze di nailon, simbolo principe del capitalismo occidentale.
Tornato in Italia stracciai la tessera del Partito e abbandonai definitivamente la politica.
Il tempo passò e verso la fine degli anni ’70 Marco Pannella e Adele Faccio mostrarono al Paese che l’anticonformismo non aveva più la bandiera con la falce ed il martello ma quella Radicale. Le battaglie sociali di Pannella erano veramente coinvolgenti. In quel tempo io ero uno dei pionieri delle Radio Private Italiane e l’iniziativa di una Radio Radicale mi incuriosiva tanto che fui tra gli ascoltatori di alcune delle sue primissime trasmissioni. Ricordo ancora, come fosse oggi che, c’era un disgraziato che faceva un programma dedicato al travestitismo nel quale, con voce decisamente effemminata, disquisiva sul fatto che ciascuno di noi nella vita aveva sicuramente desiderato indossare abiti femminili e probabilmente lo aveva fatto. In particolare, descriveva minuziosamente quelle intime e piacevoli sensazioni che (secondo lui) prova un uomo mentre indossa un paio di velatissimi collant e dava consigli sul modo corretto di provare questa esperienza. L’uomo, si, beh, insomma, “Il conduttore”, passava anche in trasmissione, rigorosamente in diretta, le telefonate che riceveva, la maggior parte delle quali lo mandavano a cagare senza mezzi termini.
Smisi di seguire anche Pannella e maturai la convinzione che la politica non faceva proprio per me.
Dopo lunghi anni di passioni arrivò la Lega con uno slogan finalmente accattivante ed in linea con quello che era il mio pensiero di uomo ormai maturo "Noi ce l'abbiamo duro !!". Ammetto che fui affascinato da quel messaggio semplice, diretto ed intuitivo ma le spinte secessioniste di Bossi mi dissuasero dal prendere parte a quel progetto politico.
Finalmente venne la Seconda Repubblica dove tutto prese ad avere un senso ed il Sistema politico italiano nostrò il suo vero volto: una Sinistra con Vendola e Luxuria passando per i vizietti di Marrazzo e una Destra con Berlusconi e la Brambilla passando in mezzo alle gambe della Minetti.
Grazie di esistere Cavaliere, mi ha fatto riassaporare il gusto della politica.
Marco Corrini
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