venerdì 31 dicembre 2010

Bruno su Europa: La ritrosia del Terzo polo
Martedì 28 Dicembre 2010 16:19
Europa si chiedeva l’altro giorno perché il nascente Terzo polo non si sia precipitato a dare sponda alla «apertura al centro» annunciata da Pier Luigi Bersani. Proverò ad argomentare le ragioni non di una diffidenza, ma di una scelta, condivisibile o meno, di orizzonte. È abbastanza naturale ed ovvio che il nuovo Polo, nato dalla crisi del sistema politico attuale, coltivi legittime ambizioni sia politiche che di crescita elettorale. Ed è altrettanto naturale che si predisponga a “fare da sé”, non fosse altro che per un elementare criterio di prudenza. Fare da soli, senza dipendere – per insediamento sociale, per proposta politica e per consistenza elettorale – né dal Pdl, né dal Pd. Costruire uno spazio autonomo volendo portare nel confronto politico il merito delle proprie convinzioni e delle proprie idee e non il pregiudiziale interesse ad evidenziare posizioni parlamentari terze rispetto ad altri.
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domenica 26 dicembre 2010

PROVE DI TERZO POLO ANCHE A NOVI LIGURE

Osvaldo  Repetti
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IL TERZO POLO FA LE PROVE GENERALI
Si è aperto anche a Novi il dibattito sull’avvio del cosiddetto “Terzo Polo”, il raggruppamento che tenta di lanciare un nuovo “centro”, costituito dall’UDC di Casini, dall’API di Rutelli e Tabacci, da Futuro e Libertà di Gianfranco Fini. Lo strappo avvenuto all’interno dell’attuale maggioranza di governo ha favorito l’aggregarsi di forze moderate che tendono a divenire protagoniste dell’azione politica, nazionale e locale.
“Per creare qualcosa di nuovo, che possa essere accettato dai cittadini,occorre soprattutto entusiasmo, occorre credere che le nostre idee possano essere vincenti, seppure a tempi lunghi. Oggi  Berlusconi e il berlusconismo, con quello che hanno significato, sono alla fine del loro percorso. E’ assolutamente necessario che le forze che si  riconoscono in posizioni moderate scendano in campo unitariamente con una proposta politica che sia in grado di farsi percepire come tale dalla gente”. Così dice Francesco Giannattasio, coordinatore provinciale e locale dell’API – Alleanza per l’Italia -  la nuova forza politica creata da Rutelli e Tabacci. Gli fa eco Gabriella De Petro, coordinatrice novese dell’UDC di Casini: “Occorre trovare il modo di far stare insieme forze politiche non strettamente omogenee, ma con punti di forza comuni. Casini ha avuto il merito, almeno fino ad oggi, di farsi riconoscere come rappresentante del cattolicesimo moderato, salvaguardando un’esperienza storica che altrimenti correva il rischio di naufragare tra una sinistra ancora troppo legata a schemi del passato e una destra incapace di proporre soluzioni ad una crisi politica e morale, che ha anzi aiutato a svilupparsi”. Su questo punto torna ad insistere Giannattasio: “Occorre ricostruire una vera coesione nazionale, ritrovare la volontà di stare insieme, rifiutare l’egoismo che è diventato il carattere distintivo della nostra epoca, e che si sta materializzando ancora di più con il grande inganno del federalismo. Per fare ciò è indispensabile che le forze politiche abbandonino parte del loro potere, che contrastino i privilegi di ordini e caste, e che costituiscano le condizioni per la stabilità del sistema e del governo,  chiamato ad essere interprete della volontà popolare e non degli interessi di pochi”.  Per Gianfranco Chessa, rappresentante di Futuro e Libertà, il nuovo movimento messo in campo da Gianfranco Fini, nonché politico di lungo corso proveniente dalle file della Democrazia Cristiana e poi del Popolo delle Libertà, la politica va vista in un’ottica più orientata al futuro. “Il superamento degli schemi tradizionali della Prima Repubblica, obbliga tutti ad interrogarci sul futuro del nostro Paese, a individuare, possibilmente in modo unitario, le vie d’uscita da una crisi che ci ha messo a terra e che rischia ancora di più di aggravarsi. La fine inevitabile di Berlusconi e del berlusconismo ci mette di fronte alla necessità di ripensare lo statuto della nostra Repubblica e di orientare le scelte verso strade diverse rispetto a quelle percorse nell’immediato passato. Il fallimento del bipolarismo, trasformatosi via via in un bipartitismo imperfetto, segnala l’esigenza di andare alla ricerca di modelli diversi di pensare alla politica e di gestire il potere, sia a livello nazionale sia a livello locale”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario provinciale dell’UDC, Giovanni Barosini: “Registro una grandissima attenzione nella nostra provincia perché si arrivi davvero a costruire una grande forza di centro, dalle radici saldamente popolari e fondata su valori condivisi dal nostro popolo. Come UDC, con API e Futuro e Libertà, stiamo lavorando per una coesione vera, che si basi sull’esigenza di rispondere positivamente al rigore morale ed etico che è chiesto alla politica. Cercheremo in questo senso di attivare in tutte le zone della provincia una serie di assemblee programmatiche, che permettano davvero il coinvolgimento della “società civile”, che dovrà diventare la vera protagonista dei processi di modifica verso i quali tendiamo”. “Il Polo della Nazione, o come si chiamerà definitivamente, vuole davvero superare schematismi e divisioni per diventare interprete di un grande processo di trasformazione dell’Italia in senso democratico e partecipato – ribadisce Gabriella De Petro - .Anche a Novi ci muoveremo, unitariamente, in questa direzione, attraverso il coinvolgimento di persone e gruppi già attivi sul sociale e attraverso il recupero di persone che negli ultimi tempi non hanno retto al degrado della politica. Molti segnali di attenzione sono già presenti: è da questo, dal confronto su problemi concreti, che cominceremo a muoverci”. Sul piano politico esistono però numerosi problemi da superare, così sembra stando alle voci di divisioni ricorrenti anche all’interno del cosiddetto Terzo Polo. E’ ancora Gabriella De Petro a rispondere: “Per quanto riguarda l’UDC, gli organi istituzionali funzionano regolarmente, con la conferma della sottoscritta a segretaria novese. Altre presenze a noi vicine non possono che essere di sprone e un modo di aprirsi a settori diversi, in cui ciascun gruppo può riconoscersi. Una profonda unità d’intenti è sicuramente presente fra le tre forze che danno vita al Polo della Nazione: UDC, API e FLI, senza problemi di primogeniture e di cariche”.

venerdì 24 dicembre 2010

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Notizie nazionali

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Notizie dal territorio

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Riccardo Milana entra in Alleanza per l’Italia
Giovedì 23 Dicembre 2010 19:18
Il senatore Riccardo Milana annuncia la sua adesione al progetto del Nuovo Polo e l’ingresso in Alleanza per l’Italia. “E’ una scelta fatta in continuità con la mia storia, la mia cultura riformatrice e la mia esperienza politica e personale con Francesco Rutelli”, sottolinea Milana che lascia il Partito Democratico. “Per dare forza anche sul territorio romano al progetto che vogliamo costruire insieme, sottolinea Milana, costituiremo il gruppo di Alleanza per l’Italia anche in Regione Lazio (con il consigliere Mario Mei), in Campidoglio (con il consigliere Salvatore Vigna) e in Provincia di Roma (con il consigliere Massimo Caprari)”. “Nei prossimi giorni – conclude il senatore di ApI – anche dai municipi di Roma arriveranno diverse adesioni importanti che danno l’avvio ad un nuovo percorso comune per il futuro del Nuovo Polo”.
 

mercoledì 22 dicembre 2010

Giannattasio risponde a Lovelli
L'ITALIA STA DIVENTANDO PRATERIA DI SCORRIBANDE
Scritto da Francesco Giannattasio   
mercoledì 22 dicembre 2010
 
giannatasio.jpgFrancesco Giannattasio, il coordinatore di Allenza per l'Italia, il movimento fondato da Francesco Rutelli, ci ha inviato un suo commento all'articolo “La zona Rossa” a firma dell'Onorevole Mario Lovelli pubblicato da Novionline la scorsa settimana.
E' vero quello che sostiene l'on.Mario Lovelli (esponente del PD dotato di una grande intelligenza e scaltrezza politica) è, in atto un conflitto sociale esacerbato e non è di conforto sapere che siamo accumulati ad altri paesi europei.
Ho seguito con attenzione il momento politico e le contestazioni di piazza che hanno stretto i palazzi della politica in stato di assedio mentre all'interno avveniva il mercimonio del tempio.
Le risposte che da questi sono venuti sono stati: si di condanna unanime della violenza tranne fare dei distinguo sulle responsabilità delle varie fasi comportamentali e l'esposizione del parlamentare locale non si differenzia nel rigettarle alla parte avversa.
Esacerbare una società è il fallimento politico e morale di una classe politica (tutta) rinchiusasi in un'onclave di privilegio e sproloqui che non vuole rendersi conto che si muove in un'ottica diversa dagli interessi del paese di cui però non esitano a farsene scudo per giustificarsi e proporsi. Tutto pur di mantenere la posizione.
A sentirli sembra di ascoltare tanti cortigiani, dei tempi passati, che , a qualsiasi costo, devono compiacere il Re o l'anti Re.
Ogni eletto del popolo dovrebbe rappresentare ed essere un pensiero politico di istanza di un paese che ha tantissime ricchezze di diversità, unirle in una sintesi articolata in leggi semplici, compressibili, applicabile come: uguaglianza, dignità, opportunità e soprattutto doveri.
In una trasmissione televisiva si è visto un ministro di questo governo gridare contro un ragazzo che ne contestava l'azione con modi intimidatori ed ingiuriosi (quel ministro ha mostrato il vero volto di come viene gestito il potere che si dichiara democratico) ed ancora in epoca diversa,un'attuale Ministro che arrivava a dichiarare che "con il tricolore si ci si pulisce il culo".
Un grande omaggio a quei migliaia e migliaia di ragazzi mandati a morire per fare grande questo paese.
Stiamo perdendo la coesione, la volontà di stare insieme, l'egoismo si sta materializzando con il grande inganno del federalismo. Piano piano, giorno dopo giorno, si creano condizioni di disuguaglianza e questa bella grande Italia sta diventando una prateria di scorribande .
La speranza di chi non è stato ancora infettato da questo egoismo non è quello di esacerbarsi per mettere a ferro e fuoco le nostre città ma organizzarsi per contrastare privilegi di ordini e caste. Per fare in modo che diritti e doveri siano condizione di stabilità e coesione sociale. Facciamo in modo che essere Italiano sia un motivo di orgoglio e di vanto.
A tutti i migliori auguri di un Santo Natale ed un anno di pace, riflessione e benessere.

martedì 21 dicembre 2010

E' nato il terzo polo

La Mozione di Sfiducia al Governo Berlusconi è stata purtroppo rigettata dal Parlamento-
Berlusconi è riuscito a rimanere in sella al Paese grazie alla compiacenza di 3 Parlamentari che in crisi di coscenza gli hanno dato il proprio voto.
Noi non vogliamo alimentare le polemiche seguite a questa scelta, preferiamo soffermarci su tutto ciò che di positivo ha espressoi questo voto Parlamentare, un voto che ci ha lasciato in eredità un nuovo soggetto politico: il Polo della Nazione.
Non ci nascondiamo le difficoltà, sia di tipo ideologico che organizzativo alle quali andremo inevitabilmente incontro ma siamo tutti convinti che l'aggregazione al Centro sia un passo indispensabile per la crescita del Paese.
Ad 1 anno dalla nascita di Alleanza per l'Italia possiamo constatare che tutto quello che avevamo previsto nella prima Assemblea di Parma si è puntualmente verificato.
Il bipolarismo imperfetto che ha Governato l'Italia negli ultimi 15 anni è giunto al capolinea e i due schieramenti che lo hanno interpretato sono in preda ad una crisi profonda ed irreversibile.
A dispetto di ciò che si afferma sia da sinistra che da destra con il riscontro diretto nelle parole del Premier, il Nuovo polo è tuttaltro che nato morto anzi, è più vivo che mai ed è pronto a candidarsi seriamente per la guida del Paese.
Si tratta di una forza enorme che va ben oltre l'attuale corposa rappresentanza parlamentare e supera anche di gran lunga la forza stessa dei singoli Partiti che lo compongono a dimostrazione che non è un'operazione di ingegneria politica ma è l'espressione della volontà di una parte della politica italiana di interpretare al meglio la volontà degli Italiani e il loro desiderio di crescere insieme.
Garantiamo a tutti il nostro impegno affinchè questo progetto venga presto realizzato.

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