domenica 2 gennaio 2011

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Proposte per il nuovo Anno. 2. Perché e come salvarci dal disastro della cultura.

pubblicata da Francesco Rutelli il giorno domenica 2 gennaio 2011 alle ore 18.14
La Camera dovrà decidere sulle dimissioni del Ministro Bondi. E' fisiologico che le opposizioni votino la sfiducia, in casi come questo. Ma viene ora l'ultima occasione perché Bondi salvi l'onore, dopo che in questi due anni e mezzo Tremonti gli ha tolto tutto.
Propongo proprio la cultura come primo tema delle mie proposte e riflessioni per il 2011: il patrimonio unico al mondo dell'Italia, e l'impresa culturale e dello spettacolo, che sono stati liquidati tradizionalmente in zone marginali, residuali della politica. I governi di centrosinistra hanno fatto senz'altro meglio; non posso dimenticare che nei miei 20 mesi come Ministro abbiamo realizzato molte cose (il bilancio si può leggere sul sito www.francescorutelli.it), fatto riforme importanti (il nuovo Codice del Paesaggio, le linee-guida per la valorizzazione del patrimonio, i nuovi incentivi per il cinema...) ma attraversato grandi difficoltà per riportare le risorse del Ministero al punto in cui si trovavano prima; ovvero, prima dei tagli 2001-2006 del precedente governo Berlusconi-Tremonti. Nel 2008, questo duo è tornato al potere, e Bondi non è riuscito assolutamente a impedire il disastro: nel quinquennio in corso, il taglio stabilito punta addirittura a 2.800 milioni di euro!!
Questa è la critica che gli rivolgo: non per il crollo di un muro a Pompei, o altrove. I punti su cui Bondi dovrebbe tentare di salvare l'onore sono almeno tre: a) imporre il ripristino delle risorse per la cura e la manutenzione del nostro gigantesco patrimonio, altrimenti i crolli del futuro non saranno frutto della fatalità o di errori, ma di una distruzione programmata del patrimonio archeologico, architettonico, monumentale e del paesaggio. Con poche decine di milioni di euro all'anno a disposizione, inizia col 2011 un precipizio senza fondo. b) mantenere l'impegno preso con il mondo dello spettacolo a proseguire il finanziamento di tax credit  e tax shelter, da me introdotti: il finanziamento per soli 6 mesi di meccanismi di incentivo agli investimenti - che avevano dimostrato di funzionare benissimo - è impraticabile, dunque uno sfregio, più ancora che una beffa. Ripristinare, come promesso, il FUS a 400 milioni annui: con appena 258 milioni, ovvero col dimezzamento secco delle risorse rispetto a quelle programmate dal nostro governo, si butta invece tutto nel wc, inclusa la riforma delle fondazioni liriche, perché neppure si potranno firmare i contratti; e si mette in ginocchio persino la Scala di Milano. c) salvare i funzionari di "seconda fascia", che a decine vanno via per la combinazione delle norme Tremonti-Brunetta. Il Ministero ha competenze tecnico-scientifiche uniche, che non possono essere liquidate senza sostituzioni, lasciando vuoto il presidio dei nostri Beni Culturali.
Risultato: questo Governo sta portando il Ministero ad uno smembramento-regionalizzazione di fatto, che va contro l'obbligo costituzionale che affida allo Stato il nostro Patrimonio. E alla chiusura in massa delle attività culturali, evidentemente ritenute realtà libere, e "scomode" per l'attuale potere.
Rivolgo al mio successore, cui non ho mai riservato polemiche personali, l'estremo appello a salvare la cultura italiana. Pretenda che il governo di cui fa parte mantenga gli impegni che ha preso e che sta calpestando. Altrimenti, si dimetta subito; salvi il proprio decoro; sollevi il caso di uno sforzo nazionale necessario per rimettere la cultura italiana sul binario della salvezza. Avrà il mio e nostro sostegno.Stiamo parlando dello 0.2-0,3% del PIL! Per parte mia, dichiaro oggi che non sosterrò in futuro nessun governo che non ripristini le condizioni basilari per tutelare i nostri Beni e far vivere le nostre Attività culturali.
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    • Dario Montagnana ciao, Presidente. Buon Anno! Avremo molto da fare, in questo 2011...
      36 minuti fa · ·

    • Giuseppe Di Eugenio abolisci gli enti inutili
      34 minuti fa · · 1 personaA Mimmo Mazzei piace questo elemento. ·

    • Francesco Giannattasio i NOSTRI BENI CULTURALI ED ARCHEOLIGICI SONO LA TESTIMONIANZA DI QUANDO E' STATO GRANDE IL CONTRIBUTO DEI NOSTRI AVI AL PROGRESSO DELL'UMANITA'. VANNO SALVAGUARDATI AD OGNI COSTO. NON MOLLARE FRANCESCO
      pochi secondi fa ·

sabato 1 gennaio 2011

2011 ANNO DECISIVO

Nuovo Anno, decisivo. 1

pubblicata da Francesco Rutelli il giorno sabato 1 gennaio 2011 alle ore 14.38
Vorrei iniziare il 2011 con una riflessione da condividere con i frequentatori di questa pagina (che ringrazio sinceramente).
Se l'anno appena terminato ha dato completamente ragione all'analisi politica che è alla base della nascita di Alleanza per l'Italia, ora si tratta di affermare un progetto positivo, coinvolgente, profondamente innovatore.
Riassumo: la maggioranza imperniata su Berlusconi ha fallito nel realizzare riforme e cambiamenti indispensabili per un paese che è fermo; fermo, a dispetto delle sue potenzialità; ma condannato a un declino, a un ridimensionamento che i mutamenti globali rendono più evidente: crescono i paesi emergenti e si accartoccia la ricca Europa; in seno all'Europa, l'Italia cresce meno di tutti, perde competitività, produttività, opportunità per le giovani generazioni. I due Poli esistenti sono causa e specchio di questa crisi: la destra è ridotta all'alleanza Berlusconi-Bossi; la sinistra non produce un'idea che sia una. Entrambe le coalizioni non sono in grado di imprimere la scossa necessaria al Paese, e dunque si tengono l'una con l'altra in una deprimente e inconcludente conflittualità.
La scelta coraggiosa che abbiamo messo sotto le giovani, fragili insegne di ApI era semplice: creare una nuova offerta politica, visto che il PD non ce l'avrebbe fatta (confermato); che Fini avrebbe rotto con Berlusconi (confermato); che la Lega, da marginale-impresentabile, sarebbe diventata decisiva, sino ad essere la padrona del diritto di "staccare la spina" a Berlusconi (confermato).
Abbiamo proposto la necessità di un Nuovo Polo. Anche questa scelta si è confermata, nei fatti, come l'unica creativa e creatrice.
Il nostro compito per il 2011 è di dare a questa scelta i contenuti necessari.
Occorre una realtà organizzata, innanzitutto. In pochi mesi, diverse decine di migliaia di persone hanno aderito ad ApI. Alleanza per l'Italia non è certamente il tutto; ma, come abbiamo dimostrato, è quella parte indispensabile alla riuscita del tutto, ovvero ad una convergenza con UDC e FLI (e con MpA e le altre forze parlamentari che aderiscono al Nuovo Polo). Continueremo a crescere: in Parlamento, nelle regioni, negli enti locali, nel territorio. Stiamo preparando un programma di iniziative molto concrete e stimolanti.
Occorre, da parte nostra, una forte spinta progettuale. Di idee e di proposte. Giorno per giorno,  nella prima settimana dell'anno, proverò ad usare questa pagina per iniziare a far circolare idee e proposte.
A domani.
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  • A Margherita Rebuffoni e altri 7 piace questo elemento.
    • Carlo Enrico Kykky Guardi
      Credo che entrare nei programmi concreti sia positivo e basilare. Propongo, ma l'ho già fatto senza risposta alcuna, l'attenzione di API a quelle 30.000 famiglie di imprenditori balneari che nel 2015 vedranno messe le loro concessioni deman...iali all'asta, grazie alla legge Bolkestein.
      Si distrugge così il Turismo balneare, fiore all'occhiello dell'Italia. Grazie.
      Mostra tutto
      circa un'ora fa · ·
    • Mario Ivana pensare a una riflessione vuol dire pensare due volte, caro sig. pipppocome ti chiami e questo significa che tu pensi forse troppo... Ma non abbastanza per capire che su queste cose, visto che siamo ancora in democrazia, si può dissentire ma non è consentito offendere nessuno....! buon anno.
      46 minuti fa · ·
    • Francesco Giannattasio Un grande messaggio Francesco. Abbiamo bisogno di sentirTi continuamente presente. Divulgheremo il Tuo pensiero sul sito Alessaqndrino e in ogni incontro che faremo come promotori API
      Il 2011 sarà il nostro anno.
      3 minuti fa ·

venerdì 31 dicembre 2010

Bruno su Europa: La ritrosia del Terzo polo
Martedì 28 Dicembre 2010 16:19
Europa si chiedeva l’altro giorno perché il nascente Terzo polo non si sia precipitato a dare sponda alla «apertura al centro» annunciata da Pier Luigi Bersani. Proverò ad argomentare le ragioni non di una diffidenza, ma di una scelta, condivisibile o meno, di orizzonte. È abbastanza naturale ed ovvio che il nuovo Polo, nato dalla crisi del sistema politico attuale, coltivi legittime ambizioni sia politiche che di crescita elettorale. Ed è altrettanto naturale che si predisponga a “fare da sé”, non fosse altro che per un elementare criterio di prudenza. Fare da soli, senza dipendere – per insediamento sociale, per proposta politica e per consistenza elettorale – né dal Pdl, né dal Pd. Costruire uno spazio autonomo volendo portare nel confronto politico il merito delle proprie convinzioni e delle proprie idee e non il pregiudiziale interesse ad evidenziare posizioni parlamentari terze rispetto ad altri.
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domenica 26 dicembre 2010

PROVE DI TERZO POLO ANCHE A NOVI LIGURE

Osvaldo  Repetti
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IL TERZO POLO FA LE PROVE GENERALI
Si è aperto anche a Novi il dibattito sull’avvio del cosiddetto “Terzo Polo”, il raggruppamento che tenta di lanciare un nuovo “centro”, costituito dall’UDC di Casini, dall’API di Rutelli e Tabacci, da Futuro e Libertà di Gianfranco Fini. Lo strappo avvenuto all’interno dell’attuale maggioranza di governo ha favorito l’aggregarsi di forze moderate che tendono a divenire protagoniste dell’azione politica, nazionale e locale.
“Per creare qualcosa di nuovo, che possa essere accettato dai cittadini,occorre soprattutto entusiasmo, occorre credere che le nostre idee possano essere vincenti, seppure a tempi lunghi. Oggi  Berlusconi e il berlusconismo, con quello che hanno significato, sono alla fine del loro percorso. E’ assolutamente necessario che le forze che si  riconoscono in posizioni moderate scendano in campo unitariamente con una proposta politica che sia in grado di farsi percepire come tale dalla gente”. Così dice Francesco Giannattasio, coordinatore provinciale e locale dell’API – Alleanza per l’Italia -  la nuova forza politica creata da Rutelli e Tabacci. Gli fa eco Gabriella De Petro, coordinatrice novese dell’UDC di Casini: “Occorre trovare il modo di far stare insieme forze politiche non strettamente omogenee, ma con punti di forza comuni. Casini ha avuto il merito, almeno fino ad oggi, di farsi riconoscere come rappresentante del cattolicesimo moderato, salvaguardando un’esperienza storica che altrimenti correva il rischio di naufragare tra una sinistra ancora troppo legata a schemi del passato e una destra incapace di proporre soluzioni ad una crisi politica e morale, che ha anzi aiutato a svilupparsi”. Su questo punto torna ad insistere Giannattasio: “Occorre ricostruire una vera coesione nazionale, ritrovare la volontà di stare insieme, rifiutare l’egoismo che è diventato il carattere distintivo della nostra epoca, e che si sta materializzando ancora di più con il grande inganno del federalismo. Per fare ciò è indispensabile che le forze politiche abbandonino parte del loro potere, che contrastino i privilegi di ordini e caste, e che costituiscano le condizioni per la stabilità del sistema e del governo,  chiamato ad essere interprete della volontà popolare e non degli interessi di pochi”.  Per Gianfranco Chessa, rappresentante di Futuro e Libertà, il nuovo movimento messo in campo da Gianfranco Fini, nonché politico di lungo corso proveniente dalle file della Democrazia Cristiana e poi del Popolo delle Libertà, la politica va vista in un’ottica più orientata al futuro. “Il superamento degli schemi tradizionali della Prima Repubblica, obbliga tutti ad interrogarci sul futuro del nostro Paese, a individuare, possibilmente in modo unitario, le vie d’uscita da una crisi che ci ha messo a terra e che rischia ancora di più di aggravarsi. La fine inevitabile di Berlusconi e del berlusconismo ci mette di fronte alla necessità di ripensare lo statuto della nostra Repubblica e di orientare le scelte verso strade diverse rispetto a quelle percorse nell’immediato passato. Il fallimento del bipolarismo, trasformatosi via via in un bipartitismo imperfetto, segnala l’esigenza di andare alla ricerca di modelli diversi di pensare alla politica e di gestire il potere, sia a livello nazionale sia a livello locale”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario provinciale dell’UDC, Giovanni Barosini: “Registro una grandissima attenzione nella nostra provincia perché si arrivi davvero a costruire una grande forza di centro, dalle radici saldamente popolari e fondata su valori condivisi dal nostro popolo. Come UDC, con API e Futuro e Libertà, stiamo lavorando per una coesione vera, che si basi sull’esigenza di rispondere positivamente al rigore morale ed etico che è chiesto alla politica. Cercheremo in questo senso di attivare in tutte le zone della provincia una serie di assemblee programmatiche, che permettano davvero il coinvolgimento della “società civile”, che dovrà diventare la vera protagonista dei processi di modifica verso i quali tendiamo”. “Il Polo della Nazione, o come si chiamerà definitivamente, vuole davvero superare schematismi e divisioni per diventare interprete di un grande processo di trasformazione dell’Italia in senso democratico e partecipato – ribadisce Gabriella De Petro - .Anche a Novi ci muoveremo, unitariamente, in questa direzione, attraverso il coinvolgimento di persone e gruppi già attivi sul sociale e attraverso il recupero di persone che negli ultimi tempi non hanno retto al degrado della politica. Molti segnali di attenzione sono già presenti: è da questo, dal confronto su problemi concreti, che cominceremo a muoverci”. Sul piano politico esistono però numerosi problemi da superare, così sembra stando alle voci di divisioni ricorrenti anche all’interno del cosiddetto Terzo Polo. E’ ancora Gabriella De Petro a rispondere: “Per quanto riguarda l’UDC, gli organi istituzionali funzionano regolarmente, con la conferma della sottoscritta a segretaria novese. Altre presenze a noi vicine non possono che essere di sprone e un modo di aprirsi a settori diversi, in cui ciascun gruppo può riconoscersi. Una profonda unità d’intenti è sicuramente presente fra le tre forze che danno vita al Polo della Nazione: UDC, API e FLI, senza problemi di primogeniture e di cariche”.

venerdì 24 dicembre 2010

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Notizie nazionali

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Notizie dal territorio

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Riccardo Milana entra in Alleanza per l’Italia
Giovedì 23 Dicembre 2010 19:18
Il senatore Riccardo Milana annuncia la sua adesione al progetto del Nuovo Polo e l’ingresso in Alleanza per l’Italia. “E’ una scelta fatta in continuità con la mia storia, la mia cultura riformatrice e la mia esperienza politica e personale con Francesco Rutelli”, sottolinea Milana che lascia il Partito Democratico. “Per dare forza anche sul territorio romano al progetto che vogliamo costruire insieme, sottolinea Milana, costituiremo il gruppo di Alleanza per l’Italia anche in Regione Lazio (con il consigliere Mario Mei), in Campidoglio (con il consigliere Salvatore Vigna) e in Provincia di Roma (con il consigliere Massimo Caprari)”. “Nei prossimi giorni – conclude il senatore di ApI – anche dai municipi di Roma arriveranno diverse adesioni importanti che danno l’avvio ad un nuovo percorso comune per il futuro del Nuovo Polo”.
 

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