martedì 5 aprile 2011
IL TESORIERE di Roberto Milano
IL TESORIERE
Il gruppo di Iniziativa Responsabile è spesso chiamato “la terza gamba della maggioranza” in quanto grazie ai suoi voti la maggioranza è rimasta in piedi.
Ma cos’è il gruppo Iniziativa Responsabile? E’ appunto un gruppo parlamentare presente alla Camera dei Deputati, composto da 29 membri, formatosi all’epoca dei voti di fiducia a Berlusconi, di cui fanno parte alcuni esponenti politici di un certo rilievo, quali Silvano Moffa ed Antonio Razzi, provenienti dal FLI dove erano confluiti dal PDL, Paolo Guzzanti proveniente dal Gruppo Misto, il neo ministro dell’agricoltura Francesco Saverio Romano, Massimo Calearo proveniente da Alleanza per l’Italia, ma già proveniente dal PD, per non dimenticare l’ormai mitico Domenico Scilipoti, proveniente dall’Italia dei Valori.
La formazione di questo gruppo era stata accompagnata da forti polemiche. Da un lato si è detto che il parlamentare non è legato da vincolo di mandato e può fare gli spostamenti che ritiene necessari; dall’altro si è parlato di “acquisizione” da parte di Berlusconi, usando volutamente una espressione che richiama poco edificanti accordi onerosi.
Comunque il gruppo c’è, manifesta qualche irrequietezza nell’attuale periodo di nomine e distribuzione di sottosegretariati, si è dato un organigramma: Presidente è Luciano Sardelli, portavoce è il noto ex giornalista Rai Francesco Pionati. Alla carica di Tesoriere, con il conseguente compito di amministrare, conservare ed incrementare il patrimonio del Gruppo, è stato nominato l’onorevole Maurizio Grassano.
Ed eccoci al punto, immancabile, inesorabile. Ieri il Tesoriere Maurizio Grassano è stato condannato dal Tribunale di Alessandria a 4 anni di reclusione per truffa con la pena accessoria dell’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.
Si tratta, è bene precisarlo, di condanna non definitiva; i difensori hanno proposto appello.
Tutti siamo in grado di porci le domande che vengono spontanee in questi casi e di fare le riflessioni che riteniamo opportune.
Non riesco però a dare risposta ad una domanda: perché nominarlo proprio tesoriere?
lunedì 4 aprile 2011
LA NIPOTE DI MUBARAK
lunedì 4 aprile 2011
CAMERADEIDEPUTATI.IT
Ieri mi ha telefonato la deputata siriana.
Per chi avesse la sventura di leggere questo mio post, avrei l'onore di spiegare chi costei sia. Preferisco però, anziché avventurarmi in una contorta e, temo, poco chiara spiegazione, abusare della pazienza dell'eventuale lettore, pregandolo di leggere il mio post precedente, in cui racconto l'occasione del nostro incontro.
Dicevo dunque che mi ha telefonatola, ormai, mia amica siriana dicendomi di aver visto che su “CAMERADEIDEPUTATI.IT” domani andrà in onda la fiction-politica dal titolo “La nipote di Mubarak”. Dice inoltre che, dopo aver visto una breve anteprima della fiction, aumentato il suo interesse verso la italica fiction-politica, vorrebbe da me qualche spiegazione in merito al programma.
Mi chiede conferma di aver capito bene sul fatto che nella fiction di domani mattina, il parlamento delibererà che “Ruby rubacuori è la nipote dell'ex Presidente egiziano Mubarak”; mi chiede quindi come sia possibile che il Parlamento di un paese terzo (l'Italia) accerti o imponga un vincolo di parentela fra una cittadina marocchina, dal pittoresco nome italiano, ed un cittadino egiziano, cittadino egiziano, tra l'altro, oggi in cattive acque.
L'amica siriana è una donna molto colta ed intelligente; mi parla con gran competenza dell'opera buffa italiana, nella quale spesso sono scritte pagine indimenticabili sulla scoperta di insospettabili rapporti di parentela e filiazione.
Parliamo volentieri delle grandi opere liriche del passato; lei mi dice di adorare in particolare l'opera “Le Nozze di Figaro” di Mozart, nella quale vi è, infatti una indimenticabile scena nella quale Figaro scopre e ritrova i propri genitori.
Cominciando a sospettare che da questa grande cultura derivi l'interesse della mia amica verso la fiction-politica di domani, mi sento subito in dovere di informarla che su CAMERADEIDEPUTATI.IT non troverà nè Mozart né Da Ponte (suo librettista), ma Maurizio Paniz, Razzi e Scilipoti.
Devo poi spiegarle (sto pur sempre parlando con un parlamentare!) gli aspetti giuridici della fiction-politica.
Berlusconi non vuole essere giudicato dal Tribunale di Milano, ma del Tribunale dei Ministri. Questo perchè il giudizio davanti al Tribunale dei Ministri deve essere autorizzato dal ramo del parlamento di appartenenza (appunto CAMERADEIDEPUTATI.IT) a maggioranza assoluta. Magari Berlusconi trova 316 comparse e tutto finisce.
Spiego inoltre che è competente il Tribunale dei Ministri quando il comportamento che costituisce reato è oggettivamente riconducibile all'esercizio delle funzioni ministeriali, non basta ritenerlo tale.
Nel timore di essere stato poco chiaro nell'esporre le complicate norme italiane, mando all'amica la pagina del manuale del diritto costituzionale del primo anno di università, lo stesso, immagino, che avranno le comparse sul set di domani.
Ma la mia deputata è molto intelligente ed ha già capito tutto. “Ma allora” dice “non basta che Berlusconi pensasse di aver a che fare con la nipote, nipote deve essere veramente!”. E qui si scatena la potenza della fiction.
Politica, che innova la realtà, scatena le emozioni e la fantasia, realizza le più impensabili situazioni; crea come l'opera buffa, i più stravaganti rapporti di parentela.
Mentre stavamo facendo queste considerazioni vedo la programmazione di un canale satellitare inglese, tutto dedicato alla musica classica; proprio domani è in programma la trasmissione de “Le Nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart.
Decidiamo entrambi di vedere l'opera mozartiana e di lasciar perdere CAMERADEIDEPUTATI.IT, è più dignitoso.
Pubblicato da Roberto Milano a 12:15
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RETELLI "UNIRE LE FORZE MIGLIORI DEL PAESE
Rutelli: “Unire le forze migliori del Paese”
Basta "con i salvatori della Patria, abbiamo pagato già abbastanza all'idea del plebiscitarismo", "qui ci vuole gente umile, deve arrivare la stagione di un patto che unisca le forze migliori per rimettere in ordine l'Italia". Lo ha detto il leader di Api, Francesco Rutelli, nel suo intervento all'Assemblea nazionale del partito.
Rutelli ha sottolineato che il Nuovo Polo "non vuole essere il polo pendolare tra destra e sinistra, ma creare le condizioni perché in alcuni anni si aggreghino le forze migliori del Paese" anche perché "dopo aver fatto un governo da Mastella a Bertinotti" Alleanza per l'Italia non può "voler fare un governo da Fini a Vendola".
"Non è questa - ha aggiunto il presidente di ApI - la strategia: noi vogliamo che il terzo polo diventi il primo polo e ci sono le condizioni perché questo accada. Ma nella fase di passaggio si deve andare a un governo di transizione: il centrosinistra non ce la fa, il centrodestra con tutti i suoi deputati non ce la fa. Bisogna stoppare la rissa e la tifoseria, ma loro non vogliono perché 'simul stabunt simul cadent'. Noi però vogliamo uscire da questo incubo che inchioda l'Italia da 17 anni".
Rutelli ha poi criticato gli ammiccamenti del Pd alla Lega che, a suo giudizio, "mostrano l'aspetto peggiore di quella che è stata nella storia la pretesa egemonia della sinistra". "La lega in questi anni - ha aggiunto - ha messo in campo un preciso disegno che punta sulle divisioni, le fratture, la paura. La Lega ha fatto il lavoro più forte e più intimo di separazione del nostro paese. Noi non ci nascondiamo che in alcune realtà la lega abbia buoni amministratori, ma è il disegno nazionale che ci deve preoccupare".
L'obiettivo di Api, attraverso il Nuovo polo, è quello di aggregare "i delusi del centrodestra e del centrosinistra, i milioni di italiani delusi da questo degrado incessante della politica". In particolare, Francesco Rutelli si è rivolto a chi, nel Pdl, si è reso protagonista di quello che ha definito "frondismo vellutato". "Il cammino davanti a noi - ha sottolineato - dovrà incontrarsi con altri moderati e riformisti del centrosinistra e del centrodestra. Ci sono dei distinguo così vellutati, dei mezzi mormori e io mi auguro che ci sia qualcuno nel campo degli ex Fi o del Pdl, che di fronte a questo mezzo mormorio del frondismo velluato tirino fuori un po' di grinta, una schiena dritta di fronte a episodi che non si vedono in nessuna parte del mondo". "Siamo partiti dalle rivoluzione liberale e siamo arrivati - ha aggiunto - a La Russa".
"Il nuovo polo cresce, cresce più dei partiti che lo compongono. Quello che tutti comprendono e molti temono è che l'aggregazione di queste nuove forze, cosa che emerge in tutti i sondaggi, dà più della somma dei singoli partiti. Sta crescendo una sintonia". Di fronte a un Paese che "oggi è a pezzi per le sue divisioni, con faglie e fratture che si spargono in ogni parte" Api è "un movimento piccolo, agile e in crescita" che ha "un'idea fondamentale di unione di un Paese che si viene dividendo e che per questo rischia il collasso".
Il governo si sta dimostrando incapace sia di prevenire che di gestire l'emergenza immigrazione, ha sottolineato il leader di Alleanza per l’Italia. "Ogni giorno che passa - ha sottolineato - il governo prende impegni, il giorno successivo li cambia, il giorno ancora successivo li cancella. E' una situazione drammatica: non si rendono conto che l'Italia potrebbe essere sommersa da flussi di immigrazione che loro non sono in grado né di prevenire nè di gestire".
"Noi rilanciamo la necessità di una riforma vera della giustizia nell'interesse dei cittadini". E ha poi concluso: "Diciamo no al giustizialismo, no alle leggi per una persona sola e diciamo affrontiamo insieme ora, è già troppo tempo che non lo si fa, l'esigenza di una giustizia grippata e bloccata che crea sfiducia e non risolve i problemi del cittadino".
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sabato 2 aprile 2011
Immigrazione, Rutelli: «Governo confuso e in ritardo»
Giovedì 31 Marzo 2011 16:55
Sulla vicenda immigrati il governo ha agito «in ritardo» e la sua azione è stata «confusa». Lo afferma Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia a Savona per sostenere il sindaco Federico Berruti, che il centrosinistra ricandida alla guida della città ligure. Secondo Rutelli, infatti, «si sapeva da tempo che ci sarebbero stati degli sbarchi di profughi dal Nord Africa». Le dimissioni del sottosegretario Alfredo Mantovano, inoltre, sono la dimostrazione «che si questa vicenda - aggiunge - l'azione dell'esecutivo è stata confusa». Giudizio negativo, quello di Rutelli, anche sulla posizione dell'Italia in merito alla questione libica: «A livello internazionale - dice al riguardo - ci troviamo in uno stato di preoccupante isolamento, quando invece il Paese avrebbe dovuto porsi a capo di una task force umanitaria nel Mediterraneo e, in questo particolare momento storico, assumere in essa un ruolo di punta».
lunedì 28 marzo 2011
Gianni VIgnuolo e la variante al PRG di Valle San Bartolomeo
Attraverso il PRGC le amministrazioni comunali pianificano, disciplinano e riordinano i propri territori. Ogni variante al Piano, proposta dalla Giunta comunale, viene analizzata da più persone (architetti, urbanisti, geologi...) e da altrettanti organismi (tecnici e politici) che ne analizzano ogni dettaglio, compreso quello di impatto ambientale. L'amministrazione comunale di Alessandria ha approvato una variante al piano regolatore nel sobborgo di Valle San Bartolomeo, variante che prevede la possibilità di edificare e, quindi, di realizzare nuovi insediamenti, in una determinata zona del paese. Qualche giorno fa ho avuto l'occasione di vedere un dvd, realizzato dal comitato “Noi di Valle”, che trattava proprio questo fatto. Il comitato rappresenta la maggior parte dei residenti di Valle San Bartolomeo nella protesta contro questo nuovo insediamento urbano. I residenti si lamentano garbatamente, ma con estrema fermezza, e sostengono che questo ennesimo insediamento edilizio deturperà il paesaggio collinare, porterà nel sobborgo oltre 300 residenti in più di quelli attuali e che le strutture (strade, fogne, luce...), già scarse e insufficienti per i residenti attuali, a maggior ragione lo saranno per i nuovi arrivati. Non a caso, ogni volta che piove poco più del necessario, l'acqua in Valle San Bartolomeo provoca danni. Il comitato di Valle denuncia un rischio e vuole tutelare il proprio territorio, il comportamento dignitoso di questi cittadini va ascoltato ed interpretato. Come ho già detto, varianti al PRG e operazioni edilizie di questo genere, passano attraverso le firme di esperti in campo amministrativo, tecnico, sociale e ambientale, quindi dovrebbero essere il risultato di una scrupolosa analisi. Purtroppo non si può dire che sia sempre così: è difficile ignorare che il nostro Belpaese è soggetto a molte esondazioni, frane, spesso con vittime umane, sciagure che succedono, guarda caso, sempre in quei luoghi nei quali si ha avuto poco rispetto del proprio territorio. Il mio vuole essere solo un monito ai tanti problemi ambientali di cui siamo sommersi, il mio invito è alla prudenza.
Gianni Vignuolo
API Alessandria
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