venerdì 26 novembre 2010

Rai, Mosella: «Singolare accorpare canone a servizio vitale come la luce»
Giovedì 25 Novembre 2010 20:01
«È sorprendente la proposta di Romani di accorpare il canone Rai ad un servizio vitale, com’è la luce. Ancor più singolare se pensiamo che questo è il primo atto del neo ministro allo Sviluppo Economico, esponente di un governo che a parole si professa liberale ma si contraddice con i fatti». Lo dichiara in una nota Donato Mosella di Alleanza per l'Italia. «Forse il ministro - prosegue Mosella - viene da Marte e non sa della crisi economica che sta mettendo migliaia di famiglie italiane in ginocchio o della bufera politica che investe il servizio pubblico. Sarebbe il caso – conclude - che Romani chiedesse agli italiani, che già pagano un canone salato, cosa pensano dei servizi offerti dalla Rai, p

giovedì 25 novembre 2010

Governo, Lanzillotta: «Maggioranza ormai variabile indipendente»
Martedì 23 Novembre 2010 16:44
«La maggioranza ormai è una variabile indipendente»: lo dichiara la portavoce di Alleanza per l'Italia, Linda Lanzillotta. «Alla Camera ogni giorno si manifesta una nuova maggioranza, il governo ne prenda atto», osserva l'esponente di ApI. «Non c’è bisogno della fiducia, insomma, per capire che ormai l’esecutivo non può più contare sui numeri», conclude Lanzillotta.
 
Pompei, Mosella: «Sito a rischio “Lista rossa” dell’Unesco»
Martedì 23 Novembre 2010 16:25
«Cosa sta facendo Bondi per evitare che Pompei e altri siti finiscano nella “lista rossa” dei patrimoni a rischio?». Lo chiede Donato Mosella di Alleanza per l'Italia, annunciando un’interrogazione parlamentare al ministro dei Beni Culturali. «Sarebbe opportuno - fa notare il parlamentare- che il ministro riferisse in Parlamento in merito alla strategia che sta attuando per scongiurare il pericolo di vedere una parte del nostro incomparabile patrimonio nazionale, per la prima volta nella storia del nostro Paese, fra i siti archeologici considerati a rischio per via dell'incuria. Gli ispettori dell'Unesco saranno a Pompei già nei prossimi giorni: se l'Italia non dimostrerà di voler prendere provvedimenti immediati, la città dell'Antica Roma meglio conservata in tutto il mondo finirà nella lista dei siti in pericolo».
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Rifiuti Napoli, Vatinno: «La Ue smaschera Berlusconi»
Martedì 23 Novembre 2010 15:25
«Commissari Ue hanno reso noto quello che politicamente si è sempre saputo: il problema dei rifiuti a Napoli non è stato affatto risolto dal premier Berlusconi ma solo temporaneamente “nascosto”». Lo dichiara Giuseppe Vatinno, responsabile Ambiente di Alleanza per l'Italia. «Gli ispettori della Ue hanno formalizzato il fatto che nulla è cambiato per la situazione dei rifiuti a Napoli dal 2008, cioè dal governo Prodi. Occorre quindi che lo Stato si impegni a condurre ad effetto tutte quelle misure che permettono il corretto funzionamento del ciclo dei rifiuti, altrimenti - conclude Vatinno - la spazzatura non solo sommergerà Napoli ma con essa tutta l'Italia di fronte al mondo».
 
Rutelli: «Vera denuncia della Carfagna è su interessi poco puliti»
Lunedì 22 Novembre 2010 16:05
Il leader dell'Api Francesco Rutelli, a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia per lanciare l'Alleanza per l'Italia, durante un incontro con i giornalisti ha detto che quella del ministro Mara Carfagna è «una denuncia su alcuni dirigenti del Pdl in Campania che sono compromessi con interessi poco puliti». «Ci sono realtà nel suo partito che sono compromesse, con interessi poco puliti.
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Rutelli: «Temo stia partendo un’indecorosa campagna acquisti»
Giovedì 18 Novembre 2010 18:54
In caso di elezioni il Nuovo polo ci sarà, candidandosi a primo.
«Noi adesso abbiamo davanti tre settimane nelle quali temo si stia scatenando una indecorosa campagna acquisti, e quindi il risultato di questa campagna e del voto il 14 dicembre, è tutt'altro che scontato». È la convinzione di Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, a Bologna per inaugurare la nuova sede di Api, alla periferia della città. Sull'attuale scenario politico italiano e rispetto alla scelta fra elezioni anticipate o governo tecnico, Rutelli ha risposto così: «Se in un governo non ci fosse più la maggioranza, è doveroso cercare di formarne un altro che porti a termine la legislatura.
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sabato 20 novembre 2010

RUTELLI : CON I TAGLI ALLA CULTURA ADDIO ALLE RESTITUZIONI

L’intervista della Stampa a Francesco Rutelli
La Venere rischia di essere uno degli ultimi capolavori restituiti all’Italia. Il taglio alla cultura è stato talmente brutale che non sono i soldi per mandare una missione a Cleveland, in Ohio, a recuperare l’Apollio Sauroktonos che ci deve essere restituito. Non solo: abbiamo fatto salti mortali per l’eredità Symes, in Inghilterra, che conserva una quantità di reperti antichi di provenienza illegale. Nemmeno per mandare lì i tecnici ci sono i soldi.
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mercoledì 17 novembre 2010

BREVI DI POLITICA
Alleanza per l'Italia, chiusura adesioni il 30 novembre
martedì 16 novembre 2010
(red.) Alleanza per l'Italia si sta avviando alla chiusura della sua campagna adesioni prevista per il 30 di novembre prossimo, quando si tireranno le somme del tesseramento che ha preso il via durante la festa nazionale del partito di inizio settembre.
Nel corso del consiglio nazionale del 3 novembre scorso, il presidente Francesco Rutelli ha annunciato con soddisfazione il raggiungimento in soli due mesi di 15 mila adesioni a livello nazionale e il passaggio in Api di oltre 1000 amministratori.
"A Brescia”, informa la coordinatrice provinciale Margherita Rebuffoni, “la risposta è stata tanto positiva da potersi ritenere fra le più determinanti per il successo del risultato nazionale”.
Secondo Rebuffoni “Il grande successo di pubblico del convegno a Montichiari con Bruno Tabacci del mese scorso, l'incontro a Brescia di aderenti e simpatizzanti con Francesco Rutelli, il progetto del Libro Nero della Lega, i numerosi gazebo allestiti nelle piazze dei Comuni bresciani sono altri passaggi importanti che hanno contribuito ad avvicinare i cittadini bresciani al nostro progetto e a raccoglierne il consenso”.
“Brescia città e i comuni bresciani più grandi, come ad esempio Montichiari, ci hanno già dato grandi soddisfazioni”, afferma Rebuffoni, ma la vera sorpresa sono state le tante adesioni nei piccoli paesi”.
“C'è chi obietta, lo sappiamo”, prosegue la coordinatrice di Api, “che le ‘tessere’ debbano considerarsi un metodo superato nei partiti moderni, ma noi di Alleanza per l’Italia ci permettiamo di dissentire”. “L'impegno in politica”, dice Rebuffoni, “non può prescindere dall'adesione ad un progetto e dalla partecipazione”. “I partiti fluidi, o cosiddetti di opinione”, conclude la rappresentante di Api, “senza radicamento e spesso tutti concentrati sul personalismo del leader hanno certificato tutta la loro fragilità”.

giovedì 11 novembre 2010

Rutelli su Europa: «Noi abbiamo scelto. E il Pd?»

Caro direttore,
ti debbo una risposta, e una domanda al Pd, dopo gli articoli che Europa ha dedicato alla crisi politica che si è aperta nella maggioranza, e alle scelte che dovranno fare le opposizioni. La domanda, innanzitutto: non ho capito quale coalizione il Pd intenderebbe formare. Ho stima per Bersani, seguo e capisco il suo sforzo per rendere il Pd affidabile in questa congiuntura difficile. Dopo aver concorso in modo determinante a lanciarlo, ho dovuto constatare che quel Partito democratico che avevo sognato non è mai nato. Ciò che vediamo in questi mesi conferma purtroppo l’impossibilità per il Pd di formulare un pensiero, una strategia, una proposta politica capaci di formare una nuova maggioranza di governo nel paese. Il dibattito non arriva mai ad affrontare credibilmente i contenuti: le riforme coraggiose indispensabili al paese dopo questi 17 anni di bipolarismo.
Si torna dunque, ineluttabilmente, alla politica. E qui urge la risposta. Il Pd fu concepito per far uscire dal condizionamento delle estreme la coalizione dell’Unione (che andava da Mastella a Diliberto; ma di cui faceva parte, non dimentichiamo, un partito riformatore con 120 parlamentari, DL-Margherita!). Immagina davvero di candidarsi nelle prossime elezioni con un proprio profilo di sinistra riformista, e in alleanza con Vendola e con Di Pietro (a sua volta incalzato da Grillo)? Bersani ha dichiarato che sarebbe giusto creare un gruppo unico da queste tre liste diverse. Ma non solo in questo modo apparirebbe impossibile definire un chiaro programma – che so – sulla missione in Afghanistan; o sul piano-Fiat; o sulla Tav. Nell’offerta politica agli italiani, il Pd configurerebbe uno schieramento decisamente più a sinistra della stessa Unione.
E vengo alla risposta alle tue osservazioni nei miei confronti. La scelta che ci ha portati a costituire Alleanza per l’Italia e a puntare sul Nuovo polo è nota ai lettori di Europa. I miei argomenti da un anno a questa parte sono stati convalidati in modo robusto: l’analisi sul Pd, la previsione della rottura tra Fini e Berlusconi, l’ascesa irresistibile della Lega. E l’affermazione della proposta di un Nuovo polo. È interessante notare come anche gli analisti più scettici diano oggi per acquisito quel che ancora poche settimane fa bollavano come impossibile: la crisi nera del bipolarismo; l’avanzata di un astensionismo mirato, che è anche fratello della caduta verticale dei consensi ai due maggiori partiti; il richiamo del “Terzo polo”.
Nel vasto sondaggio Ipsos per il Sole 24 Ore di pochi giorni fa, il consenso ad Udc, Fli, Api e Mpa quasi raddoppia, al 21 per cento, nel caso di nascita di questo Nuovo polo (la semisconosciuta Api raccoglierebbe il 3,3 per cento e 17 deputati). Cosa vuol dire? Che noi pensiamo a unire con leggerezza forze di centrodestra, centro e centrosinistra? No, qualcosa di più importante. Significa che vogliamo fondare in Italia l’equivalente di Kadima in Israele: l’incontro tra chi ieri si trovava su fronti diversi e si può unire, oggi, per affrontare la più grave crisi economica e una delle più pesanti crisi istituzionali e di fiducia civile che abbia conosciuto la Repubblica, sulla base di una condivisione di fondo che sta emergendo in modo significativo e promettente.
Le modalità dipenderanno, ovviamente, dai modi della crisi e dai tempi delle elezioni. La strategia, che appariva temeraria, resta difficile. Ma è molto chiara. Agli amici del Pd che mi chiedono se ho dei dubbi nello scegliere tra la sinistra massimalista e giustizialista e Casini e Fini – che ha spiegato a Perugia la sua linea e le sue priorità – rispondo che oggi non ne ho.
Con tutta la simpatia per Vendola (che a livello locale abbiamo appoggiato), ciò di cui ha bisogno l’Italia non è una critica del capitalismo e della globalizzazione ma, finalmente, un progetto liberale e riformatore. Noi abbiamo scelto. Credo che il Pd debba farlo adesso.
sen. Francesco Rutelli su Europa
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