domenica 12 febbraio 2012

Bicchielli a l'Espresso: ApI non ha preso soldi da Lusi

Il tesoriere del partitino di Rutelli si chiama Pino Bicchielli ed è un ex Udeur ed ex Margherita. Ora che è scoppiato il casino, si difende: «Prendiamo denaro pubblico, ma è tutto in ordine: e abbiamo molti tesserati paganti» (09 febbraio 2012)
«Solo quattro stanze e pure piccole» la descrizione che Pino Bicchielli - segretario amministrativo dell'Alleanza per l'Italia - fa del suo partito è quella di un operoso e modesto formicaio. Lontano dai fasti del Collegio del Nazareno - sede nazionale non solo del Partito Democratico, ma anche de la Margherita – la piccola sede romana del partito di Francesco Rutelli, a Largo di Fontanella Borghese, nelle parole del suo tesoriere è una umile dimora. Bicchielli - giornalista, ex portavoce dell'Unire-Unione Nazionale Incremento Razze Equine, un passato nella Margherita e nell'Udeur di Clemente Mastella - è l'uomo dei conti dell'Api.
Segretario, di cosa vive il vostro partito, viste le sue modeste proporzioni elettorali e la sua recente fondazione?«L'errore che si fa è proprio quello di ritenere l'Api un qualcosa di nuovo, nato dal nulla. Il nostro partito è frutto della trasformazione di altri soggetti politici preesistenti, sicché, alla sua fondazione, poteva già contare su un forte radicamento sul territorio. Ecco perché possiamo contare sostanzialmente sui proventi delle adesioni al partito e sull'impegno dei nostri parlamentari».
Nel bilancio presentato nel giugno 2011, riferito a tutto il 2010 ed agli ultimi mesi del 2009, l'Api dichiara 253.310 euro provenienti dal tesseramento 2010, un tesseramento ingente.«Ogni nostra tessera costa 10 euro e difatti noi abbiamo raccolto 25.331 adesioni. Come dicevo, sul territorio siamo molto forti: ogni nostro parlamentare, una volta passato all'Api, ha portato con sé un "pacchetto" di voti e simpatizzanti».
L'altra voce sostanziosa, nel vostro bilancio, è rappresentata dalle libere contribuzioni provenienti dalle componenti ApI dei Gruppi Misti della Camera e del Senato. Può spiegarci il meccanismo di questi contributi?«Si tratta delle donazioni libere che ogni nostro parlamentare versa al partito, mese dopo mese. E' la consueta "mesata" che i parlamentari d'abitudine versano anche in altri partiti. Nel nostro caso è particolarmente onerosa: il totale è stato di 234.000 euro, i nostri parlamentari sono 13 in tutto, faccia lei i conti...».
Come ha avuto modo l'Api di costituire, inizialmente, la sua componente nel Gruppo Misto alla Camera? E' necessario essere associati ad un simbolo presentato alle elezioni precedenti, l'Api a quale simbolo si è associato?«All'Unione Democratica per i Consumatori».
Cui, difatti, stando allo statuto, l'ApI ha concesso un importo di circa 14.000 euro.«Sì, un contributo all'associazione.»
Una ulteriore fonte di entrata, per l'ApI, sono stati i rimborsi elettorali.«Sì, il nostro partito si è presentato alle elezioni regionali del marzo 2010, pochissimi mesi dopo la sua fondazione - nel novembre 2009, ndr. - e avendo avuto candidati eletti nei consigli regionali della Campania, della Basilicata e delle Marche, ha ricevuto i relativi rimborsi».
Riuscite a sostenere il vostro partito solo con queste entrate?«Questo è un partito che si basa anche sul sacrificio e sul lavoro volontario: abbiamo uno staff leggero, solo due persone assunte a tempo determinato e quattro con contratti a progetto; una sede nazionale piccolissima e molti, molti volontari sul territorio, dove la nostra organizzazione è assai ramificata, specialmente a Roma».
E le feste di partito, come le pagate?«La Festa Nazionale ci è costata 150 mila euro e si è svolta nell'antico borgo di Labro (Rieti) lo scorso settembre. È durata quattro giorni e non è stata una "festa" vera e propria, ma solo un susseguirsi di appuntamenti politici. Per consentire ai giovani militanti di partecipare abbiamo lanciato l'iniziativa "adotta un giovane", pertanto diversi simpatizzanti hanno contribuito versando circa 200 euro per ogni giovane cui si voleva offrire il soggiorno a Labro. E abbiamo organizzato una piccola riffa, una lotteria i cui proventi sono andati alla giovanile del partito».
La Festa romana al Laghetto del quartiere Eur invece?«È stata organizzata dalla sezione romana dell'ApI che, come le dicevo, è molto radicata nella Capitale».
Al di là del clamore recente, riguardando i vecchi bilanci de la Margherita, ad esempio quello del 2007, si nota che esistevano voci in bilancio riguardanti contributi erogati ad altre associazioni politiche, come i Democratici, il Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano. Lei sa dirmi se l'Api ha ricevuto simili contributi dalla Margherita?«No, lo escludo ed in ogni caso preferirei non parlare di questo. L'Api è un partito che è nato in seno al Parlamento, come tale si basa in parte sul sacrificio e sulla militanza, in parte sull'impegno preso dai suoi parlamentari».
di Cristina Cucciniello per l'Espresso

sabato 11 febbraio 2012

utelli in Senato su emergenza maltempo

Il testo dell'intervento di Rutelli oggi in Senato dopo l'informativa del ministro dell'Interno Cancellieri sulle conseguenze derivanti dal maltempo
Signora Presidente, ringrazio il ministro Cancellieri: siamo lieti che anche in questo settore così importante vi sia un Ministro che associa antica competenza e fresca passione nel suo impegno. È un momento difficile ed assicuriamo al ministro Cancellieri il sostegno del nostro Gruppo per il lavoro che svolge.
Signora Presidente, nei dieci minuti di tempo a me assegnati vorrei affrontare tre questioni: i fatti (sarò molto breve perché il ministro Cancellieri li ha già descritti compiutamente), la macchina o meglio l'architettura del sistema nel nostro Paese ed alcune valutazioni di prospettiva.
Anzitutto aggiungo la mia voce e quella del Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI del Senato al ringraziamento nei confronti di chi ha operato. Penso alle zone interne, ai piccoli comuni, alle zone montane. Oltre alle Forze di polizia ed alle strutture della Protezione civile, non c'è dubbio che quanto è stato fatto dall'Esercito, dal Corpo forestale e dai Vigili del fuoco debba meritare il plauso e la gratitudine. In molti casi, si è fatto più di quanto richiesto dai compiti di servizio. Questo è uno dei tratti fondamentali - dobbiamo ricordarlo - delle qualità italiane. Chi si mette al servizio lo fa non perché abbia un orario da rispettare e mansioni da attuare, ma lo fa perché sente un di più di civismo e di voler dare un contributo al bene della propria comunità.
Signor Ministro, non ci dobbiamo dimenticare che ancora oggi mentre parliamo vi sono alcune migliaia di persone, ad esempio nella Provincia di Roma, senza elettricità e senza acqua: ad una settimana di tempo da questo evento pur prolungato, ciò è grave.
Dobbiamo capire come si deve assicurare rapidamente, anche in contrade disperse nel territorio, un tipo di intervento vitale, primario, che poi purtroppo è all'origine di molti decessi che si stanno registrando; infatti, in tanti casi l'isolamento e la mancanza di assistenza alle persone anziane determinano la morte o condizioni gravissime di salute.
Signora Ministro, è molto importante prevedere cosa si dovrà fare, da parte degli organismi che ieri sono stati coordinati in modo efficace nel comitato operativo della Protezione civile, in vista di un nuovo grave e severo momento di attacco dal punto di vista delle condizioni meteo che toccherà, come lei ha ricordato, quasi tutto il nostro Paese.
Non farò alcuna polemica. È evidente che la situazione della città di Roma, non solo per la rilevanza e il numero di persone toccate e colpite, ma anche per il fatto che si tratta della Capitale d'Italia, esige una puntualizzazione. Il punto che talvolta, secondo me, i sindaci dimenticano - e parlo di tutti i sindaci italiani - è il fatto che il sindaco, in base alla legge n. 225 del 1992, è autorità di Protezione civile. Noi siamo in un Paese nel quale spesso i sindaci reclamano maggiori poteri, e ricordo negli ultimi tempi - lei era prefetto - un carnevale di ordinanze di sindaci che volevano proibire di sostare sulle panchine e di consumare i chewing gum, nonché altre misure assolutamente bizzarre per dimostrare di essere incidenti su alcune materie che possono toccare l'opinione pubblica, ma dimenticano alcuni piccoli dettagli, ossia che la responsabilità sul territorio della Protezione civile spetta al sindaco. Il sindaco, come prescrive la suddetta legge, «assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto e al Presidente della giunta regionale» e «chiede l'intervento di altre forze».
Sottolineo tali aspetti perché è evidente che i sindaci oggi sono indeboliti, hanno meno risorse, e che i sindaci dei piccoli centri sono più deboli, così come i sindaci di grandi città si trovano talvolta a fronteggiare problemi giganteschi, che vengono esponenzialmente aggravati se non ci si rende conto del fatto che emanare un'ordinanza di urgenza, come è avvenuto a Roma, di chiusura immediata degli uffici pubblici e delle scuole, improvvisamente, alla fine della mattina di venerdì, ossia nel momento di massimo traffico nell'uscita dalla città di coloro che il venerdì ritornano spesso nelle località di residenza, e caricare senza un'organizzazione e senza preavviso questa massa di persone nella congestione improvvisa della violenta nevicata, avrebbe determinato semplicemente la paralisi. La situazione è stata poi aggravata dal fatto - per citare la situazione più drammatica, quella del raccordo anulare - che non sono state date le disposizioni per tenere sgombre le corsie di emergenza. Trasformate queste ultime in parcheggio di fortuna, il raccordo anulare è diventato un incubo di un centinaio di chilometri di automobili bloccate.
Tutto ciò è nato dalla mancanza di pianificazione, di fronte a un evento che era - si può discutere sui centimetri previsti - il più annunciato che si potesse immaginare.
Questo tipo di problemi ci richiama la questione di sistema, con una premessa: anche i colleghi più scettici sulle problematiche del cambiamento climatico e dei suoi effetti devono considerare il fatto che, al di là di una visione politica e ideologica sugli aspetti dell'ambiente e del clima, non c'è dubbio che ci troviamo già oggi dentro gli effetti di quelle componenti di estremizzazione dei fenomeni climatici che i più autorevoli scienziati già da almeno 15 anni hanno preconizzato. Dunque l'Italia, che ha un sistema e una struttura territoriale così fragili, deve organizzarsi meglio, perché la severità di simili eventi colpirà più severamente il nostro territorio e le sue grandi fragilità.
Ho letto un interessante studio sull'alluvione ligure dell'ottobre scorso elaborato dalla facoltà di agraria di Firenze, che ha documentato come il 95 per cento delle frane abbia interessato terrazzamenti abbandonati e invasi da vegetazione incolta, mentre invece i terrazzamenti ben gestiti - la storia della Liguria - hanno visto solo in cinque casi su ottantotto, di quelli censiti, realizzarsi delle frane.
Questo vuol dire che la grande problematica della corretta gestione del territorio e del coordinamento è fondamentale. Ho visto con piacere che il Governo ha attribuito risorse per l'assetto idrogeologico ai ministri Clini e Barca che dovranno gestirle dando ad esse modalità operativa.
La fragilità dell'Italia è fatta anche di cattiva gestione e cattivo coordinamento. Per quanto riguarda la Protezione civile, il cattivo coordinamento sta a significare mancanza di previsione e pianificazione. In realtà mai siamo stati in grado di prevedere così bene gli eventi nella storia recente, ma in tema di pianificazione mai, signora Ministro, siamo stati messi così male.
Ho apprezzato il suo atteggiamento rispetto alla Protezione civile. È evidente a tutti, infatti, che la Protezione civile negli anni passati ha sconfinato e lo ha fatto perché disponeva di una copertura politica da parte dei diversi Governi, ben lieti di avere un organismo efficiente in grado di svolgere il pronto intervento, un organismo dotato di procedure adeguate - le ordinanze della Protezione civile erano tutto - e di risorse. Quest'organismo però ha vissuto un processo di gigantismo che ha portato poi agli eventi critici negativi di cui si è occupata la magistratura. Guai però affermare che, dovendo venire meno al gigantismo, la Protezione civile si debba indebolire o peggio ancora demolire perché non esiste alternativa, signora Ministro, e lei lo sa bene. Attualmente, infatti, la struttura della Protezione civile è collocata presso la Presidenza del Consiglio, dove svolge una funzione trasversale tra le diverse amministrazioni ed è in grado di coordinare operativamente qualcosa che da solo il Ministero dell'interno, pur con le sue straordinarie potenzialità, non potrebbe fare. Rimettiamo quindi le cose nella direzione giusta, perché sappiamo bene che un decentramento, a fronte di un tessuto organizzativo dei nostri Comuni e delle nostre Regioni via via più slabbrato, anche a causa del calo delle risorse, non porterebbe da nessuna parte.
Sono d'accordo quindi con la linea che il Governo sta tenendo. La Protezione civile non si può assolutamente smantellare; sarebbe criminale e prendere a pretesto le vicende infauste e infelici degli ultimi tempi sarebbe, da parte nostra, un grave errore. La mia conclusione quindi è positiva.
Vorrei tuttavia sottolineare una criticità di cui si parla poco e su cui il Governo dovrebbe dire qualcosa in più: l'emergenza gas. Temo vi siano inadeguatezze tecniche all'origine della insufficiente erogazione in questo momento di crisi. I nostri concittadini chiedono la proroga dei termini e delle scadenze fiscali di pagamento e contrattuali nei territori che hanno subito i disagi più grandi; rimborso agli utenti, anche sulle prossime bollette, per chi ha patito disagi per mancanza di luce, acqua, gas e, infine, la riapertura delle scuole e il recupero dei giorni persi, anche durante le vacanze pasquali, per evitare danni prolungati all'apprendimento e all'insegnamento. Ma soprattutto, signora Ministro - e concludo signora Presidente - nei prossimi giorni confidiamo si faccia tesoro anche degli errori della settimana scorsa e che il Governo, utilizzando la Protezione civile e coinvolgendo tutti gli organismi, sul modello del comitato operativo della Protezione civile, sia in grado di dire agli italiani che di fronte ad un'emergenza in arrivo, anziché fare le polemiche ridicole del giorno dopo, è opportuno attrezzarsi per affrontarla tutti insieme.
Condivido pertanto quanto detto dai colleghi: non c'è niente di più tremendo che vedere, di fronte al disagio dei cittadini, gli amministratori che polemizzano tra loro. Evitiamolo. Per le cose che non funzionano ciascuno si assuma la responsabilità di non averle fatte funzionare e non le scarichi sull'amministrazione vicina.
Su questo, signora Ministro, le chiedo di vigilare perché tra due giorni arriverà un'altra emergenza, già iniziata in una parte del Paese, e guai se all'emergenza maltempo fa seguito l'emergenza chiacchiericcio, scontro e inutile polemica tra le istituzioni.

Ricerca

API giovani

Banner

Video

Blogroll

  •  Siti istituzionali
  •  Siti personali
  •  ApI sul territorio
  •  Altri siti

mercoledì 8 febbraio 2012

DICHIARAZIONI : RUTELLI E BIANCO SUL TESORIERE DELLA MARGHERITA

Una pagina molto positiva». Così viene definita la testimonianza resa dal Collegio dei Revisori dei Conti della Margherita ai PM della Procura di Roma, in un comunicato dei tre responsabili della Margherita, Francesco Rutelli (Presidente), Enzo Bianco (Presidente dell'Assemblea Federale), Gianpiero Bocci (Presidente del Comitato di Tesoreria).
«Abbiamo ricevuto ieri sera i risultati dell'indagine analitica dei Revisori, che fa luce sulle tecniche di artificio e occultamento - una vera e propria doppia contabilità - nei bilanci della Margherita operate dal tesoriere Lusi. Abbiamo quindi chiesto loro di trasmettere subito tutti i copiosi documenti ai PM dr. Caperna e dr. Pesci, ai quali va dato atto della tempestività con cui hanno sentito il Collegio dei Revisori. Ci pare importante l'accertamento inequivocabile degli ammanchi nell'arco di cinque anni (2007-2011). Proseguiremo con gli accertamenti interni, attraverso la due diligence. Attendiamo con fiducia gli sviluppi dell'indagine e confermiamo la volontà di andare fino in fondo per il perseguimento delle responsabilità e il recupero del maltolto».

lunedì 6 febbraio 2012

La Camera,
premesso che:
i recenti dati resi noti dalla Guardia di finanza sul recupero dell'evasione fiscale fotografano un quadro allarmante: nel 2011 sono stati scoperti redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro e imposta sul valore aggiunto evasa per oltre 8 miliardi di euro, mentre 7.500 è il numero degli evasori totali scoperti nell'anno 2011;
nello specifico, dai dati risulta che nelle indagini sulle frodi e i reati fiscali sono stati denunciati 12 mila soggetti perlopiù per aver utilizzato o emesso fatture false (1.981 violazioni), per non aver versato l'imposta sul valore aggiunto (402 casi), per aver omesso la dichiarazione dei redditi (2 mila violazioni), o per aver distrutto o nascosto la contabilità (oltre 2 mila casi). Sono stati oltre 902 milioni gli euro sequestrati immediatamente ai responsabili dei reati fiscali. Con riferimento all'evasione fiscale internazionale i redditi non dichiarati, messi in luce dalla Guardia di finanza, sono pari a circa 11 miliardi di euro nel 2011. Le indagini si sono concentrate, in particolare, sui trasferimenti «di comodo» delle residenze di persone e società nei paradisi fiscali e sullo spostamento all'estero di capitali per non pagare le tasse in Italia;
è evidente che l'evasione fiscale determina effetti devastanti sull'economia di un Paese come l'Italia e rappresenta un ostacolo nel cammino verso il risanamento e lo sviluppo, una vera e propria piaga che le stime attestano ormai sui 120 miliardi di euro;
per troppo tempo le norme tributarie di difficile interpretazione hanno agevolato fenomeni elusivi e incrementato il contenzioso; le politiche, che nel corso degli anni hanno sostenuto l'adozione di condoni e scudi fiscali, hanno inferto un duro colpo all'attività di contrasto all'evasione, regolarizzando la posizione di quanti, fino a quel momento, avevano agito nell'illegalità;
le iniziative intraprese con l'ultima manovra economica, il decreto-legge n. 201 del 2011, forniscono strumenti essenziali nella lotta al fenomeno dell'evasione: tra questi vi è l'obbligo, per gli operatori finanziari, di comunicare all'anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno riguardato ogni utente ed ogni informazione utile ai fini dei controlli fiscali e la limitazione della soglia legale di utilizzo del contante, al fine di garantirne la tracciabilità, che si aggiungono agli altri strumenti a disposizione dello Stato per combattere l'evasione, quali il redditometro e studi di settore sempre più analitici;
una priorità, tuttavia, come emerso anche dal rapporto realizzato dal gruppo di lavoro guidato dal presidente dell'Istat Giovannini sull'evasione fiscale e l'economia sommersa, è rappresentata dall'esigenza di quantificare il fenomeno dell'evasione e di poter disporre di dati ufficiali e trasparenti;
la stima precisa del fenomeno, basata su modelli utilizzati anche all'estero, quali, ad esempio, il tax gap, cioè la differenza tra quello che dovrebbe essere il gettito e quello che in realtà è, se pubblicata annualmente, consente di verificare i progressi ottenuti nella lotta all'evasione ed eventualmente valutare l'efficacia delle azioni condotte;
in tal modo, parte dell'evasione recuperata potrebbe essere utilizzata per consentire la riduzione delle aliquote fiscali;
i controlli e le indagini bancarie sono strumenti efficaci nelle differenti azioni di contrasto all'evasione, ma appaiono tuttavia non ancora del tutto sufficienti;
l'evasione sottrae le risorse per le politiche sociali e la collettività, impedisce  il corretto funzionamento del mercato e della concorrenza ed è all'origine dell'economia sommersa,
impegna il Governo:
a realizzare annualmente una stima effettiva ed ufficiale della portata del fenomeno dell'evasione attraverso la verifica della misura delle imposte dovute e non pagate, sia complessivamente che per singolo tributo, al fine di valutare i progressi e l'efficacia degli strumenti di contrasto all'evasione rispetto all'anno precedente;
a prevedere iniziative di semplificazione della normativa tributaria al fine di garantire maggiore trasparenza e chiarezza nell'interpretazione ed evitare, in questo modo, fenomeni elusivi e di aggiramento di norme;   ad adottare iniziative finalizzate a garantire certezza del diritto e rapidità del giudizio nel contenzioso tributario;
ad adottare iniziative per predisporre l'ulteriore progressiva riduzione del limite di utilizzo del contante;   a promuovere una revisione della normativa in tema di sanzioni amministrative e penali per i reati connessi al fenomeno dell'evasione;
ad adottare iniziative per rafforzare il ruolo della Guardia di finanza e la sua azione di contrasto all'evasione e per garantirne un migliore coordinamento con l'Agenzia delle entrate.
(1-00845)   «Pisicchio, Fabbri, Lanzillotta, Mosella, Tabacci, Brugger».

Ricerca

API giovani

Banner

Video

venerdì 3 febbraio 2012



                                  RELAZIONE CONGRESSUALE                                   

Cari amiche – cari amici
Questo è un momento storico per il nostro partito.
 E’    il   primo congresso, ci siamo arrivati  dopo  una lunga  fase organizzativa , superando non poche difficoltà dettate dalla gioventù…ma ..Stiamo crescendo!

Alleanza  per l’Italia  è diventata una realtà nel panorama politico  nazionale e ci stiamo dando una struttura capillare su tutto il territorio che si concluderà  con l’imminente congresso regionale .

 Siamo nati  da un’iniziativa del senatore  Francesco Rutelli e dal gruppo dei promotori  tra cui il nostro coordinatore regionale ..l’on.Gianni Vernetti.
L’idea  si è dimostrata vincente in quando  ci siamo frapposti  come
 elemento di moderazione tra le due coalizioni politiche in perenne litigiosità , sempre su posizioni di estrema contrapposizione, mentre  la burocrazia, stringente  quando invadente,   limita o ostacola le iniziative di chi si deve ingegnare , per inventarsi un lavoro,  per sopravvivere   e tanti forse troppi  hanno difficoltà a mettere insieme il pranzo e la cena.
 Pensate solo al caos nel campo  della contrattazione del lavoro . ..  oltre 40  tipologia di contratti. Un vero  percorso ad ostacoli ed ai  compromessi che si devono subire per avere un lavoro .. un lavoro per lo più di pochi mesi  e poco remunerato.

 Tra corporazioni ,  ordini ,   lobbi  il diritto è diventato opinabile alla condizione sociale ed il privilegio è sfacciatamente difeso anche da chi dovrebbe garantirne l’equità.
In questo contesto Alleanza x l’Italia si è fatta promotrice  del terzo polo trovando un’intesa  con l’UDC ;  bisogna dare merito al  loro lideer , l’on.Casini, di aver saputo tenere ,come un baluardo, la posizione centrista e all’on. Fini di aver  tolto dal piedistallo il lideer della maggioranza in irreversibile deriva populista.

L’aggregazione di Futuro e  libertà  alle posizione moderate ha di fatto sancito la realtà del terzo polo che a livello nazionale ha  inciso sugli equilibri politici ,creando le condizioni , che attualmente,  tentano di convergere sull’interesse nazionale ,costringendo tutti a prendere atto della realtà  in cui si trova il nostro paese .
Da  queste posizioni politiche è nato l’attuale governo che sta tentando di  portare un poco d’ordine nella giungla, delle corporazioni dove il terzo polo  ha assunto una posizione chiara, netta che alla fine crediamo consentirà al nostro paese di riprendere a crescere e consentire  alla popolazione giovane la possibilità di poter programmare il loro  futuro.


In questo contesto è assolutamente necessario, fare crescere il  terzo polo, dobbiamo fare in modo che  diventi  una realtà politica propositiva  ed attrezzarci per elaborare  nuove proposte  che  siano in  grado di suggerire un modo nuovo di sviluppo  ed organizzazione  sociale , che sia alternativo all’indebitamento.

Andiamo avanti con coraggio,assieme agli amici dell’UDC e del FLI,  diamo corso al
coordinamento unitario e  diventiamo   protagonisti   della politica locale.
Solo così possiamo, incidere in modo determinante ,  con un  programma  temporale nel   progresso socio economico  che si deve necessariamente  conseguir , con un progetto a breve ed a medio termine  se  vogliamo  migliorare la qualità della vita nella  nostra provincia .

Certo .. il progetto  cozza .. contro  le  ambizioni.. le aspirazione dei singoli ..tutte legittime … però  … non bisogna dimenticare che far politica è mettersi al servizio del bene comune che deve prevalere su qualsiasi altra considerazione,soprattutto quelle a carattere corporative o individuale.

Nell’imminente primavera saremo chiamati  ad importanti elezioni amministrative ,in primis Alessandria, poi Acqui Terme  e Serravalle Scrivia. Sono passaggi di enorme  rilievo perché avranno valenza  sovra comunale.  Alleanza per l’Italia  sarà presente
Soprattutto ad Alessandria con  la partecipazione del nostro candidato a sindaco… e
Sono certo che otterremo , con l’impegno della meravigliosa squadra messa in campo, un gratificante risultato che ci permetterà di essere presenti all’interno dell’amministrazione dove porteremo le nostre idee , le nostre competenze ed i nostro valori : etica , legalità, rispetto delle istituzione e, soprattutto, senso del servizio verso i cittadini.

 Non siamo riusciti  a far convergere i diversi   modi di esercitare l’azione politica  in  un’unica proposta  del terzo polo..  tanto è vero che  sia l’API   che l’UDC  si presenta con il proprio candidato sindaco   .. per noi  ,   il capo lista è
“ Gianni Vignuolo “  che tutti conoscete  e  fra poco avrà modo di illustrarci sul  programma che intende portare avanti.

C’è comunque l’impegno, nel caso augurabile del secondo turno, a  compattarci e  trovare   delle convergenze  per proporre iniziative congiunte  con la componente UDC.
 E’ nostra ferma intenzione mettere in atto tutte le iniziative necessarie per raggiungere l’obbiettivo di far diventare realtà politica  il terzo polo.      

Il momento è difficile, direi quasi drammatico ,ci vengono richiesti  grandi sacrifici .

Ci troviamo in una situazione desolante  di un paese nel quale la crisi morde le famiglie  , i giovani e gli anziani mentre i poteri continuano in una logica conflittuale
Che perdura da troppo tempo e sembra che non vi sia rimedio  .. ma   alcuni provvedimenti , di questo governo , sembrano che vogliano dare un certo ordine anche se appaiono piuttosto timidi.   ..
 Perciò E’ necessario avere uno scatto di responsabilità di orgoglio e pensare ai rimedi e non assistere sgomenti alla bagarre della scena pubblica ,nella difesa di privilegi corporativi,racchiudendoci in un evidente disagio morale. Siamo un popolo paziente ma questo non ci deve impedire di essere intransigenti verso la cattiva amministrazione.

Bisogna voltare pagina . Tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa per sostenere la ripresa del paese .
Le istituzioni devono  evitare di trasmettere ideali bacati .Devono evitare una rappresentazione fasulla dell’esistenza volta a proseguire un successo sull’artificiosità : la scalata furba,il guadagno facile,l’ostentazione ed il mercimonio di sé.
Chi è alla guida del paese deve essere ed apparire irreprensibile non è ammissibile che si tollerano comportamenti o di stili di vita non compatibili con la sobrietà, la correttezza, la moralità e l’onestà.

Chi è chiamato a rappresentarci non può difendere il proprio diritto acquisito e negarlo ai milioni di pensionati. Queste persone non sono degne di rappresentarci.

E’ necessario che l’opinione pubblica  cessi di essere tifosa ed imponga a chiunque ha un incarico politico o istituzionale la consapevolezza dei propri doveri, della disciplina e dell’onore che esso comporta , come prescrive anche la nostra
Costituzione.

E’ pur vero che la nostra è una società anziana , come prima detto molto paziente,
poco avvezza a manifestazione vigorose ma è necessario una presa do posizione,  far sentire la propria voce:  la voce di un popolo che vanta trascorsi  di orgogliosa dignità, che ha contribuito in tutti i campi al progresso del mondo, ha sempre saputo superare i momenti difficili con dignità. Non possiamo accettare di non poterci scegliere chi ci deve rappresentare !

A livello locale non si può accettare un’amministrazione non in linea con l’etica morale; soprattutto  quelle persone  che si pongono al servizio della cosa pubblica  e si lasciano  condizionare da interessi  particolari trascurando quello generale.
Sotto questo punto la nota della corte dei  conti  sul bilancio e le iniziative  giudiziarie danno una chiara indicazione   su come si deve  rapportare una buona amministrazione.

Alleanza per l’Italia  se sarà chiamata a  dare il proprio contributo non farà compromessi o sconti di sorta e farà dell’onestà,della correttezza e del buon governo
Il proprio credo, la propria ragione  politica. Alleanza x l’Italia  è percepita come una proposta politica adeguata ai tempi, seria, puntigliosa e preparata alle nuove sfide.

Oggi, purtroppo, c’è un’avversione generalizzata verso la politica ed i politici. Però va distinto che non tutti i politici sono uguali e  bisogna fare attenzione a generalizzare ,far di ogni erba un fascio.  
Bisogna aver ben chiaro che l’antipolitica è sempre stata  foriera di grandi danni  ed il nostro Paese ha pagato un prezzo altissimo  quando ha prevalso la deriva populista.
Soffiare sul fuoco dell’antipolitica è sintomo di scarsità di idee , bisogna credere nel ruolo della politica averne  fiducia  per non ripetere gli errore del passato. Dobbiamo solo saper individuare che sa proporre un futuro sostenibile  con progetti nuovi semplici e realizzabili.

Per questo è necessario che tutti ma soprattutto i giovani prendano coscienza dell’impegno politico .E’ solo con la buona pratica  e nuove idee si possono scardinare interessi costituiti , dannosi  all’interesse generale.

E’ importante  conoscere    i  fattori  determinanti dello sviluppo conoscendoli li possiamo governare e trarne il massimo profitto per migliorare le condizioni di  vita di tutti.

Provo ad evidenziare   due aspetti dei fattori determinanti  che incidono sulla qualità della  vita e dell’organizzazione  sociale che  se  sapientemente  ripensati  in relazione  e al passato e al prossimo futuro.
Può farci  capire  cosa non ha funzionato e cosa si deve cambiare per superare questo contesto  di stagnazione.

Credo proprio di non sbagliare nell’indicare il lavoro e l’economia i due fattori  attorno al quale ruota tutta la nostra vita.
LAVORO - ECONOMIA

Assistiamo  impotenti alla disgregazione economica con forme di lavoro sempre più precario.
Quello che è accaduto alle nostra industria  dove moltissime aziende, dopo la privatizzazione degli anni 90,sono state acquistate,smembrate,rivendute e poi chiuse.

Quelle rimaste non sono in grado di competere con chi produce in paesi lontani , dove non vi sono garanzie sindacali, tutele  sociali e personali, ed invadono i nostri mercati  legalmente ed anche illegalmente.
 Le nostre micro,piccole e medie imprese strette nella morsa fiscale e del debito  con un costo del lavoro  da società avanzata , non sono in grado di svilupparsi con l’innovazione  per produzione adeguata a fronteggiare la concorrenza.

L’economia attuale  opera in modo globale … Può essere rappresentata   come un grande imbuto o un piano inclinato   nel quale qualsiasi ricchezza ,prodotta, viene ,lentamente quando  inesorabilmente risucchiata : creando uno squilibrio  economico che viene mantenuto e sfruttato , al momento opportuno, per l’ approvvigionarsi   di materie prime  e mano d’opera a basso costo , garantendo cosi  una produzione a costi inferiori conseguendo  vantaggi incolmabili e sempre maggiori.

Lo scopo è semplice produrre a poco  e vendere a tanto sfruttando gli squilibri ed allargando la sfera di azione ogni volta che un mercato si esaurisce.

Un esempio in casa nostra  :
la pretestuosa arretratezza del sud Italia è servita in un primo periodo per avere mano d’opera per le industrie del Nord e successivamente per de localizzare  produzioni ed ottenere sostanziosi aiuti economici dallo Stato.
Finita la festa e trovati altri luoghi dove massimizzare il profitto, si abbandona tutto lasciando in eredità a chi rimane solo inquinamento ,distruzione,povertà e tanta sofferenza e malavita.

Lo strumento per creare i necessari squilibri è il debito infinito. Riducendo programmaticamente la quantità di denaro circolante , si ottiene una condizione di dipendenza delle economie nazionali che si vedono costrette a soddisfare  richieste sempre più  Stringenti quanto onerose ( la Grecia ne è un esempio)

Il denaro è l’attore principale di questo squilibrio e noi le comparse.
Contrariamente a quello che dovrebbe essere, uno strumento che agevola i commerci, è considerato una merce il cui prezzo è il tasso d’interesse.
Una merce per valere tanto deve scarseggiare ed è quello  che accade al denaro che viene reso artificialmente scarso per alzarne il prezzo.

Nella prima fase il ricorso all’indebitamento e ben visto essendo uno stimolo alla crescita e al benessere, questo però cambia nel corso del tempo : cattiva gestione,sprechi arricchimenti illeciti, privilegi e quant’altro fino a diventare  notevole,ingovernabile   e comincia a produrr  guasti nel tessuto sociale perfino distruttivo nell’ultima fase del ciclo quando la quantità del debito risulta eccessiva.  Drena risorse sempre maggiori dall’economia reale per portarle nella speculazione fino all’inevitabile paralisi delle attività economiche e quindi al collasso del sistema.

La ventilata  privatizzazione  delle migliori aziende e delle grandi aperture ad altri mercati sarà l’ultima fase della speculazione economica finanziaria globalizzata per lucrare ancora di più prima dell’inevitabile  crollo.

Siamo  sulla dirittura di arrivo del ciclo economico finanziario.. se  vogliamo fermarci o meglio salvarci ,dobbiamo realizzare due dei fattori del debito infinito.

   Con uno scatto di orgoglio nazionale togliersi dalla  infelice condizione di dipendenza dal debito, restituire ai speculatori esterni il capitale in prestito alle scadenze sottoscritte  anziché   chiedere loro altri finanziamenti per coprire gli interessi.
Congelare  il debito con i sottoscrittori  interni fino al completo esaurimento di quello esterno con un’operazione appropriata di valutazione soggettiva degli aventi diritto in modo  da salvaguardare  situazioni particolari.    

 2° Introdurre e favorire   le condizioni del rapporto di lavoro dipendente  in modo  di creare tra capitale- impresa e  lavoratori  un rapporto   di collaborazione nella quale i soggetti  si uniscono,  su un piano paritario, per produrre un bene e servizi  , utile alla collettività , salvaguardando  l’ambiente quale bene prezioso e irripetibile  da consegnare alle generazioni future.
Un rapporto basato sull’unione legale  delle componenti produttive in modo da renderli tutti egualmente interessate  e responsabili economicamente e moralmente alla produzione,alla conduzione ed alla  ripartizione dei profitti ,ognuno nelle rispettive responsabilità e competenze.

Il contesto è molto  ampio e richiederebbe molto tempo per esplicitarlo nella funzione pratica e non è questo la sede adatta ma  sicuramente  fornisce gli  spunti per una accurata riflessione politica.

Termino il mio intervento ringraziandovi per sia  per la vostra presenza, sia  per l’attenzione datami ma sopratutto per  il sostegno che date Alleanza x l’Italia e che continuerete  a darci nella campagna elettorale.

Teniamo sempre a mente questi valori:


Doveri
Diritti
Semplificazione
Etica
Solidarietà


Se non ci riappropriamo di questi valori  non avremo speranze 

                   

                                                   Esposizione del candidato a coordinatore
                                                   Del primo congresso provinciale di Alessandria
                                                             Francesco  Giannattasio

Archivio blog